Banca Etruria, altri 40 risparmiatori toscani tra le parti civili: 7 livornesi, un aretino e 32 grossetani

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AREZZO –  All’udienza preliminare dinanzi al gup Borracci del tribunale di Arezzo, Confconsumatori ha depositato una ulteriore costituzione di parte civile per 47 suoi associati, azionisti o obbligazionisti subordinati della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio. Ha presentato un conto, agli imputati, di circa 600 mila euro di risparmi andati in fumo: si tratta principalmente di toscani (7 livornesi, 1 aretino e 32 grossetani) oltre a 2 laziali, un piemontese, un milanese, un marchigiano e due pugliesi.

Per effetto con la riunione disposta questa mattina dal gup Borraccia, all’originario procedimento per bancarotta fraudolenta si sono aggiunti altri tre tronconi di indagini che vedono aumentare gli indagati a 37 persone e aggiungersi, oltre agli amministratori e ai dirigenti apicali della vecchia banca, anche i sindaci revisori (cui si addebita quanto meno la colpa di non aver vigilato), per numerosissimi episodi di distrazione per un totale di circa 400 milioni di euro di operazioni e prestiti sconsiderati erogati ad amici, conoscenti e prestanomi. L’udienza, per effetto della riunione dei procedimenti, è stata rinviata al 2 novembre. Pertanto chi fosse interessato, può ancora chiedere la costituzione di parte civile, entro la prossima udienza, scrivendo una mail a questi indirizzi dedicati della Confconsumatori (toscana@confconsumatori.it; risparmio@confconsumatori.it) o chiamando il numero 328.7958074.

 

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