Bancarotta ed evasione fiscale, in manette due imprenditori arrestati dalla GdF

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LUCCA – Sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lucca ed eseguita dalla Guardia di Finanza al comando del colonnello Gabriele Failla, la cui sezione di Polizia Giudiziaria diretta dal tenente colonnello Pierfrancesco Bertini ha diretto le indagini, un lucchese M.D.D. di 52 anni  ed un romano M.B. di 45 anni. Denunciati a piede libero altri due indagati di Livorno e a Roma.

I reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta, alla bancarotta documentale, dalla falsità ideologica a quella materiale, nonché dall’emissione di fatture soggettivamente inesistenti, alla distruzione delle scritture contabili e all’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il quadro accusatorio, decisamente articolato, è il risultato della qualificazione giuridica di una serie di condotte illecite, secondo gli inquirenti particolarmente ingannevoli, riferendosi in particolare alla distrazione di denaro dalla società MA.GI.PLAST SRL, dichiarata fallita il 20.05.2013 dal Tribunale di Lucca, per circa 120.000 euro, attraverso il ricorso a molteplici pagamenti senza causa del tutto ingiustificati, nonché all’impiego di amministratori di facciata a copertura di quelli di fatto e all’utilizzo di c.i. falsa da parte di un indagato per indurre in errore notai e uffici pubblici. Falsi anche i verbali assembleari e la sede legale (inesistente).

Gli indagati, oltre a quanto descritto, hanno sottratto e distrutto la contabilità sia in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, sia al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

Il passaggio di dipendenti, nonché la cessione di attrezzature ed avviamento ad una società compiacente che aveva stessa sede ed oggetto sociale della fallita, a titolo gratuito, nonostante un debito tributario di 1.607.000 euro della MA.GI.PLAST SRL, vale come ulteriore dimostrazione del proposito fraudolento degli amministratori ed è indice della pericolosità della condotta ascritta agli indagati sulla base della quale sono state applicate le misure cautelari restrittive.

 

 

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