Bersagli MeS 2013, nelle aziende sanitarie risultati migliorati nel 65% dei casi

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Anche quest’anno, le aziende sanitarie toscane vanno a bersaglio. Come ogni anno, il MeS, il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha messo a punto per conto della Regione il sistema di valutazione delle performance della sanità toscana, utilizzando, come è ormai consuetudine da anni, il collaudato sistema dei bersagli. Gli indicatori monitorati nel 2013 segnano un miglioramento nel 65% dei casi rispetto all’anno precedente. E quest’anno si registra anche una consistente riduzione della variabilità intraregionale, con risultati molto più omogenei tra le diverse aziende.

I bersagli MeS 2013 sono stati presentati e illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, assieme a Sabina Nuti, direttore del MeS, eValtere Giovannini, direttore generale dell’assessorato.

“Sono risultati molto soddisfacenti – è il commento dell’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni -, che del resto confermano i riconoscimenti che in questi ultimi mesi sono arrivati alla sanità toscana. Ultimo in ordine di tempo, la cosiddetta “Griglia Lea”: la conferma da parte del Ministero che per il 2012 la Toscana garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza. In questa classifica, il sistema sanitario toscano è il secondo, a pari merito con quello del Veneto, dopo l’Emilia Romagna e prima di Piemonte e Lombardia. La valutazione del MeS ci sarà molto utile, come ogni anno, per migliorare le performance della sanità toscana”.

L’immagine del bersaglio è la stessa utilizzata anche negli anni passati. E per tutte le aziende la maggior parte degli obiettivi raggiunti stanno nelle zone centrali del bersaglio, quelle verdi e gialle, e solo pochissimi obiettivi sono collocati nelle fasce più esterne, arancio e rosso.

Questi i miglioramenti registrati dai ricercatori del MeS:

Ulteriore incremento della sanità di iniziativa, che prevede un’azione proattiva dei professionisti sanitari nella prevenzione e cura delle patologie croniche. La percentuale di popolazione oltre i 16 anni assistita da medici di famiglia aderenti ai moduli della sanità di iniziativa è cresciuta dal 35% del 2011, al 40% del 2012, al 45% del 2013.

In riferimento alla presa in carico dei pazienti diabetici, l’ospedalizzazione si riduce del 3%, così come il tasso di amputazioni maggiori, che passa dal 52% del 2012 al 48% del 2013.

Anche l’ospedalizzazione per scompenso segna un risultato positivo e cala da 178 a 155 per 100.000 abitanti.

Diminuisce a livello regionale in tutte le aziende il tasso di ospedalizzazione dei ricoveri oltre 30 giorni (da 0,69 a 0,63 per 1.000), che è una misura indiretta dell’integrazione tra ospedale e territorio.

In continua espansione i corsi AFA (attività fisica adattata), rivolti a persone oltre i 65 anni affette da patologie croniche: i corsi ad alta disabilità sono passati da 2,46 a 2,59 per 15.000 abitanti (+5%), quelli a bassa disabilità da 1,53 a 1,70 per 1.000 abitanti (+11%).

Migliora anche la percentuale di anziani in cure domiciliari, che cresce dall’8% al 10% (+19%).

Sul versante delle prestazioni diagnostiche, i dati continuano a registrare una significativa riduzione degli esami diagnostici ad alto rischio di inappropriatezza, come le risonanze magnetiche muscolo-scheletriche per i pazienti con più di 65 anni, che si riducono dell’8%, passando da 22 a 20 per 1.000 abitanti.

Il sistema regge anche dal punto di vista della spesa farmaceutica, che si assesta sui 195 euro pro capite, nonostante si registri un incremento dei consumi.

Grazie al potenziamento dell’assistenza territoriale, si evolvono anche fisionomia e ruolo dell’ospedale, che da luogo di risposta per qualsiasi problema di natura sanitaria e socio-sanitaria, diventa sempre più riferimento ad alto livello tecnologico, in grado di fornire risposte assistenziali a problemi acuti. Rappresenta quindi un risultato positivo la riduzione del tasso di ospedalizzazione, che scende da 139 a 136 per 1.000 abitanti. Ancora spazi di miglioramento nel tasso di ospedalizzazione dei pazienti pediatrici, che comunque registra una diminuzione del 4% rispetto al 2012.

Per quanto riguarda l’efficienza, si riduce ulteriormente l’indice di performance della degenza media (IPDM), che nel 2013 cala da – 0,19 a – 0,33. L’IPDM, che confronta la degenza media registrata per ciascun ricovero con la media regionale per la stessa tipologia di ricovero, permette una valutazione omogenea delle strutture. L’IPDM consente di comprendere il grado di efficienza con cui una struttura provvede all’erogazione delle prestazioni. Si sottolinea che su questo indicatore la Toscana registra da qualche anno la migliore performance nazionale.

L’efficienza è sistematicamente conseguita grazie all’appropriatezza dei ricoveri. I Drg Lea medici migliorano del 5%, passando da 84% a 89%; per i Drg Lea chirurgici il dato regionale resta sostanzialmente allineato con quello del 2012 e si assesta al 78% circa, con andamenti eterogenei tra le aziende. Si riduce anche l’inappropriatezza sugli interventi di chirurgia elettiva.

Molto significativo il dato sulle fratture di femore operate entro 2 giorni: nel 2007 il dato nazionale era del 33%, e quello toscano del 37%; nel 2011 la Toscana arriva al 60%, contro una media nazionale ferma al 39%, e nel 2013 si assesta al 71%.

Nell’ambito del percorso materno infantile, si osserva una riduzione della percentuale di cesarei: dal 21% del 2007, al 20% del 2012, al 18% del 2013.

Quanto al pronto soccorso, il 72% dei pazienti con codice giallo viene visitato entro 30 minuti e il 78% dei codici verdi entro 1 ora.

Monitorato per la prima volta anche un nuovo indicatore sul sistema 118, che misura l’intervallo di tempo che intercorre tra la chiamata al 118 e l’arrivo del primo mezzo di soccorso sul posto. A livello regionale il dato è di 15 minuti, a fronte di un obiettivo nazionale di 18.

Il giudizio degli utenti sul Pronto Soccorso. Tra il 30 settembre e il 10 novembre 2013, il MeS ha condotto per la Regione un’indagine volta a rilevare l’esperienza e la soddisfazione del servizio da parte degli utenti dei Pronto Soccorso toscani. Dall’elaborazione dei 5.374 questionari ricevuti, è emerso che il 66,5% dei pazienti dà una valutazione ottima o buona sulla qualità complessiva dell’assistenza ricevuta, e il 24,1% sufficiente, per un totale di pazienti soddisfatti pari al 90,6%, mentre gli insoddisfatti sono il 9,4%. Questo dato evidenzia un lieve peggioramento rispetto al 2011, quando i pazienti soddisfatti erano il 91,8%. Migliora la presa in carico del dolore dei pazienti: nel 2013 gli utenti che danno una valutazione positiva sono il 77,4%.

I bersagli 2013 sono visibili sulla piattaforma del MeS a questo indirizzo: http://performance.sssup.it/toscana/index.php . Per accedere ai dati è sufficiente registrarsi.

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