Botte fatali, 30 anni al marito

0

FIRENZE – L’omicidio di Fucecchio in Corte d’Assise d’Appello a Firenze.  I giudici hanno condannato a 30 anni per omicidio volontario aggravato, Giacomo Benvenuti, 42 anni, accusato di aver ucciso la moglie Marinella Bertozzi, 40 anni. In primo grado l’uomo, processato con rito abbreviato, era stato condannato a 18 anni di carcere: il reato era stato riqualificato in morte come conseguenza di maltrattamenti. Il pm Sandro Cutrignielli aveva chiesto l’ergastolo e l’isolamento. L’avvocato Francesco Stefani, difensore di Benvenuti, ha annunciato ricorso in Cassazione, “dove sono convinto verrà riconosciuta l’illegittimità di certe prove riammesse in appello”. Marinella Bertozzi, la cui famiglia era assistita dall’avvocatessa viareggina Valentina Tognocchi, morì il 30 ottobre 2015: per l’accusa l’uomo, che nel tempo l’aveva ridotta “in schiavitù”, l’avrebbe percossa “con immane violenza”, con calci, pugni e anche con corpi contundenti. La morte, era stata classificata come “naturale” e solo la denuncia del fratello della vittima fece aprire un fascicolo.

L’uomo era finito in cella a Sollicciano, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Firenze e accusato di omicidio aggravato della moglie, Marinella Bertozzi, e di maltrattamenti in famiglia. I particolari erano stati resi noti durante una conferenza stampa dallo stesso procuratore della Repubblica dottor Giuseppe Creazzo. Il decesso della donna risale al 3o ottobre 2015, massacrata di botte fino a farla morire. Era stato il coniuge a chiamare il 118, dopo aver “ripulito” la casa da eventuali “tracce”. Nessuno, sul momento, si era reso conto che la donne fosse stata uccisa per le botte, tant’è che ne fu disposto il funerale. L’uxoricida, su richiesta del pm Sandro Cutrignelli, e su ordinanza di custodia cautelare in carcere,  alla fine delle indagini, era stato arresato dai militari dell’Arma nella conceria a Santa Croce sull’Arno dove lavora.  Da sempre, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, la donna sarebbe stata vittima dell’uomo, e proprio la sera dell’uxoricidio, dopo aver ricevuto una telefonata dal marito mentre era fuori casa, la poveretta si sarebbe sfogata con amici dicendo “questa volta non ci levo le gambe”. Rientrata nell’abitazione sarebbe stata presa a calci e pugni, e colpita con un manico di scopa. I Ris, durante la perquisizione, avevano trovato sangue sia sul pavimento che sulle pareti. Una vera e propria mattanza, di una violenza inaudita. A far scattare le indagini fu la denuncia del fratello di Marinella Bertozzi, insospettito da alcuni lividi e certo che il cognato picchiasse la donna.  “Abbiamo sempre confidato negli inquirenti – le parole sono dell’avvocatessa del Foro di Lucca Valentina Tognocchi che ha assistito i familiari della vittima insieme all’avvocatessa Valentina Pinori di San Miniato.

No comments

*