Bullismo all’Itc, Dinelli: “La vicenda avrebbe avuto bisogno di silenzi”

LUCCA – “Ora che il problema è risolto possiamo tornare alla nostra tranquilla quotidianità finché un altro evento negativo tornerà prepotentemente a rompere i nostri abituali ritmi e minerà le nostre certezze, provocando un certo fastidio”

Lo scrive in una nota Leonardo Dinelli, consigliere comunale del Pd, in merito alla vicenda del bullismo all’Itc:

“No, non fermiamoci a riflettere, non interrompiamo il nostro incedere, non facciamoci troppe inutili domande, non chiediamoci troppi perché. Al contrario esponiamo, come in una luminosa vetrina, situazioni delicate e complicate a giustizialismi frettolosi o a sentenze che appagano soltanto il fastidio arrecato.

Lo voglio dire in modo chiaro e inequivocabile, io non ci sto a questo gioco al massacro, non condivido nemmeno la strumentalizzazione della vicenda che è stata troppo esposta a commenti sui social, nelle pagine dei quotidiani nazionali e locali e anche sulle maggiori emittenti tv nazionali.

Penso invece che questa vicenda avrebbe avuto bisogno di silenzi, riflessioni attente e capaci, sensibilità e analisi della difficile complessità.

Perché se sono stati sospesi quei ragazzi allora avremmo dovuto sospendere, almeno idealmente, anche quanti non hanno saputo offrire proposte educative alternative al modello scolastico tradizionale, quei giornalisti che si sono tuffati nella notizia abusandone decisamente troppo, i professori che hanno dovuto risolvere il problema perché emerso prepotentemente e infine anche i genitori che non sono stati capaci di intercettare le difficoltà. Oppure, in alternativa, fermiamoci e apriamo un silenzioso confronto dove non emerga una soluzione portata dal più bravo ma si arrivi a una proposta, figlia di una ricerca capace di essere accettata e condivisa da tutti gli attori più o meno protagonisti.

E attenzione, con queste parole non sto scusando o minimizzando il comportamento di questi ragazzi ma, come cantava De Andrè nella Città Vecchia: “…se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli in quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori lì ci troverai ladri e assassini e il tipo strano quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese ma se capirai, se ricercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”