Buon viaggio Matteo, riposa in pace: in migliaia al funerale del giovane tragicamente scomparso

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MARINA DI MASSA – ( di Letizia Tassinari ) – Strazio. E dolore infinito. La perdita di un figlio è una tregedia immane. Inumana. Innaturale. A salutare Matteo Chelotti  per l’ultima volta, oggi nella chiesa dei Servi di Maria a Marina di Massa,  c’erano tutti. Stretti al padre Lucio Chelotti, sostituto commissario e capo dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, alla madre Lucia, alla sorella Francesca a alla fidanzata Cristina Isac.  Volti rigati dalle lacrime, occhi rossi, nascosti sotto agli occhiali da sole. A rendere omaggio alla salma erano presenti, oltre al questore di Lucca Claudio Cracovia e al collega di La Spezia Vittorino Grillo,  tutti i dirigenti di Polizia di Viareggio, Lucca, Massa, Carrara, Firenze, Livorno, e Genova, Rosaria Gallucci, Alessandro Gini, Raffaele Gargiulo, Leopoldo Laricchia, Giuseppe Testaì e Annino Gargano . Persino l’ex questore Maurizio Manzo non ha voluto mancare per dare l’addio a Matteo, come tutti i colleghi delle Volanti, della Polstrada, dell’Arma  e delle Fiamme Gialle di Viareggio, oltre agli avvocati penalisti Cristiano Baroni, Sabrina Antongiovanni, Giacomo Ciardelli,  il giudice Gerardo Boragine e Cerrai di Confesercenti. E centinaia di amici, tra cui l’attore Graziano Salvadori e l’ex politico dell’era Lunardini, Paolo Chiocchetti. Una grande commozione, nella chiesa. Anche il parroco, che ha celebrato la Santa Messa con il cappellano della Polizia don Beniamino, ha faticato a trovare le parole.

 

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Impossibile non piangere, e accettare che un ragazzo di nemmeno 30 anni,  che si affacciava ora alla vita di adulto, sia morto cosi, in un momento, una mattina di inizio autunno.  Per un destino crudele, o per la volontà di Dio. Matteo, la cui salma verrà tumulata nel cimitero del Mirteto,  è deceduto sabato mattina a Milano, precipitato dal settimo piano mentre stava aggiustando l’antenna sul terrazzo del palazzo dove viveva da quando aveva iniziato a lavorare in un noto albergo del capoluogo lombardo come addetto alla security per la Skp Investigazioni & Servizi di Sicurezza. Un volo fatale, da oltre 20 metri. Una tragedia, inaspettata, una vita spezzata, con tutti i suoi sogni, che ha sconvolto chiunque.  Un bravo ragazzo, Matteo Chelotti, nato e cresciuto a Massa, del quale la famiglia, e chiunqe lo conosceva, era orgogliso. A trovare sul marciapiede il corpo senza vita erano i Carabinieri di Milano. Quattro giorni di inferno, tra burocrazie per riavere la salma, poi, oggi, l’addio alla vita terrena.

“Voi di città non potete capire il mare – questo il post  che a distanza di poche ore dalla morte scrissero i colleghi di Matteo Chelotti ( Luca, Francesco, Ibra, Abu, Bouba, Adam, Cristian e Marco) -: “Io amavo il mare, i miei occhi erano azzurri come il mare e d’estate lavoravo guardandolo ogni giorno. E proprio un giorno d’estate il vento del destino spinse la barca dell’amore nel porto del mio cuore. Lasciai tutto per seguirla in città. Avevo una laurea in tasca, la possibilità di un lavoro e le promesse della grande metropoli. Il lavoro lo imparai velocemente, certo non era il mio sogno, ma riuscivo a vivere e a comprare sempre un regalo per il mio amore, una cena romantica, un anello, un gatto. Ma mi mancava il mare, gli amici. Qui in città era tutto diverso, freddo, e i miei occhi diventavano grigi come il cielo. Così appena potevo prendevo un giorno di ferie, lo legavo al riposo e salivo sul primo treno per correre a casa un weekend. Tornavo ritemprato, felice e gli occhi colorati di Tirreno. Una mattina tornai a casa dopo il turno di notte, il mio amore era via per lavoro e io non riuscivo a dormire, così mi misi a sistemare delle cose sul balcone. Sarà stata la stanchezza, sarà stata la voglia di lei, sarà stata la voglia di casa ma quando guardai giù mi parve di scorgere il blu del mio mare, fu un attimo, l’antenna si spezzò e mi trasformai in un angelo che vola nell’eternità.  Ora nuoto per sempre nel mare della gioia di Dio”.

Matteo CHelottiE oggi, quel viaggio nell’azzurro del mare, lo stesso azzurro dei suoi occhi, è iniziato. Dentro a una bara di legno chiaro, avvolta di fiori bianchi e da due magliette: quella da bagnino e quella dell’hard rock. Riposa in pace, angelo, e veglia su chi ti piange e non potrà mai dimenticarti.

( Foto di Iacopo Giannini )

 

 

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