Cadavere alla foce del Serchio, identificato da un tatuaggio

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PISA – Il corpo ripescato alla foce del Serchio ieri pomeriggio nel Pisano è compatibile con quello di un tunisino gettatosi nel fiume nei mesi scorsi di notte per sfuggire a un controllo dei carabinieri. Con lui vi era un altro connazionale il cui corpo privo di vita è stato ritrovato lo scorso 31 marzo sulla spiaggia di Marina di Vecchiano a poca distanza dalla foce. L’identificazione certa da parte della polizia, che indaga sul ritrovamento, è stata difficile, anche perchè il cadavere era in un pessimo stato di conservazione. Nelle tasche degli indumenti rimasti addosso al corpo è stato trovato un cellulare riconosciuto come quello del tunisino gettatosi nel fiume L’identificazione del tunisino sarebbe avvenuta anche attraverso il riconoscimento di un tatuaggio che aveva sul braccio sinistro. Il giovane, Bekir Jawer, 21 anni, era scomparso dalla notte del 17 febbraio scorso quando insieme a un connazionale sfuggì a un controllo dei carabinieri gettandosi nelle acque gelide del fiume. I due appena i militari gli intimarono l’alt raggiunsero le sponde del Serchio e si gettarono in acqua scomparendo immediatamente alla vista dei carabinieri. Con ogni probabilità per i nordafricani, legati agli ambienti dello spaccio di stupefacenti, furono trascinati via dalla corrente e non riuscirono a tornare a terra annegando poco dopo.

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