Calci, pugni e pedate: la massacrano di botte per rapinarla ma finiscono in manette

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PISA – Era a piedi in via Matteucci, in attesa del ragazzo che sarebbe dovuto passare a prenderla all’una e trenta di stanotte, quando M.L., cittadina dominicana del ’77, è stata violentemente aggredita da due persone che passavano lì in bicicletta: calci, pugni e violente pedate sul corpo.

Una violenza spropositata che poteva avere conseguenze peggiori. Spropositata anche  in relazione all’obiettivo dei due malfattori, cioè la rapina della borsa e di altri oggetti personali.

Il provvidenziale intervento di una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, in transito in quell’esatto momento, ha impedito che i due potessero continuare ad infierire sulla povera donna.

Alla vista dei due Appuntati, uno dei due ha tentato una fuga verso dei cespugli ma è stato raggiunto dal militare, l’altro è stato immediatamente bloccato ed ammanettato.

La ragazza è stata accompagnata da un’altra pattuglia presso il pronto soccorso, dove dopo i controlli di rito è stata dimessa con ben 30 giorni di prognosi.

La donna, nel fare in seguito denuncia ai Carabinieri, aveva inizialmente indicato che solo uno dei due l’aveva aggredita e che non aveva capito cosa stesse succedendo: i Carabinieri hanno dimostrato, sia intervenendo sul posto, sia attraverso la comparazione e la fotografia delle impronte lasciate dalle suole delle scarpe dei due aggressori sui pantaloni bianchi della vittima, come fossero entrambi ad averla aggredita.

I due arrestati, a seguito degli accertamenti anche con la comparazione alla banca dati nazionale delle impronte digitali, sono stati identificati in due cittadini georgiani, uno, M.B., classe 91, conosciuto ai Carabinieri di Pisa e pregiudicato per reati specifici e attualmente sottoposto all’obbligo di firma (faceva parte del gruppo che tentò una rapina in casa ai danni di un Brigadiere dei Carabinieri, venendo in seguito arrestato), l’altro, M.I., classe 86, era totalmente sconosciuto ed è stato identificato in Italia per la prima volta.

Il pubblico ministero di turno, avvisato dell’evento, ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi, in attesa del processo.

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