Camorra a Pistoia, il gioco d’azzardo nelle mani del clan Terracciano

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PISTOIA – La Polizia di Stato di Pistoia, nelle ultime settimane, ha effettuato specifici servizi di osservazione e vari controlli presso il centro raccolta scommesse sito a Pistoia, in corso Gramsci, recante all’insegna la scritta “Intralot”, che fa capo alla società “YOUCANBET S.r.l.” con sede legale a Prato.
L’attività info investigativa è stata messa in atto da personale della Squadra Mobile e della Divisione Polizia Amministrativa della Questura, nell’ambito dell’attività di monitoraggio effettuata nei confronti dei centri di raccolta scommesse che offrono vincite in denaro, al fine di tutelare gli interessi di ordine pubblico attraverso, da un lato, la limitazione ed il controllo del giuoco d’azzardo, dall’altro, contrastando le infiltrazioni della criminalità organizzata ed il riciclaggio.
Nel corso dei servizi è emerso che la sala scommesse era di fatto gestita di fatto, non dal titolare dell’autorizzazione, Tommaso Meucci, bensì da due fratelli Antonio e Francesco Terracciano, formalmente solo dipendenti) figli del pregiudicato Giacomo Terracciano ritenuto insieme al fratello Carlo, capo dell’omonimo clan camorristico insediatosi da anni nella provincia di Prato.
La famiglia Terracciano ha acquisito, nel corso del tempo la fama di clan criminale, riproponendo in Toscana, dove si sono impiantati modalità operative criminali nei tipici settori d’interesse delle organizzazioni criminali, quali il gioco d’azzardo, i locali notturni, le estorsioni, lo sfruttamento della prostituzione, le scommesse e l’usura, penetrando il tessuto economico della nuova dimora.
Tra le vicende giudiziarie che hanno riguardato la famiglia, significative appaiono:
• quella riguardante i reati di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, nonché di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sul territorio nazionale di donne da avviare alla prostituzione, per i quali nel 2007 il Gip del Tribunale di Lucca ordinava l’arresto di  Giacomo Terracciano e altri 22.
Sempre nel 2007, il GIP del Tribunale di Pistoia emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere di Giacomo Terracciano + 6, per associazione a delinquere e reati inerenti lo sfruttamento della prostituzione connessa alla gestione del locale notturno “Regina Monika” di Uzzano; nel 2009, il Gip del Tribunale di Firenze emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di  Giacomo Terracciano e 31 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso, usura e lesioni, in quanto in concorso con altri, e per rafforzare ed agevolare l’associazione camorristica, esercitava la raccolta di scommesse sportive senza la prescritta concessione ministeriale;
• sempre nel 2009, il Gip del Tribunale di Firenze emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giacomo Terracciano ed altre 3 persone per associazione a delinquere di stampo camorristico dedita all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, raccolta abusiva di scommesse sportive estorsione e riciclaccio;
• nel 2012, nell’ambito dell’operazione denominata “Ronzinante” la Guardia di Finanza procedeva al sequestro dei beni per un valore di 41 milioni di euro, poi confiscati dal Tribunale di Prato.
Nel corso di tutti i controlli il Antonio Terracciano è stato colto nell’atto di raccogliere scommesse, dimostrando con ciò di essere lui in prima persona a gestire la sala e non il legittimo titolare della licenza, anch’egli residente a Prato, amministratore della società a cui fa capo l’attività di raccolta scommesse.
Sulla base degli elementi acquisiti, nella mattinata odierna è stata disposta la revoca della licenza di Polizia da parte del Questore ed il titolare della stessa  Tommaso Meucci) è stato denunciato all’A.G. per il reato previsto dall’art. 17 in relazione all’art. 8 del TULPS, che stabilisce il principio di personalità delle autorizzazioni di polizia, che lo stesso ha violato avendo condotto l’attività mediante un rappresentante non autorizzato dall’Autorità di PS.
Nel corso dei controlli, oltre a riscontrare anche altre irregolarità di rilevanza penale per le quali è stata inoltrata all’A.G. la relativa comunicazione di notizia di reato, è stata accertata la presenza di persone con precedenti di polizia.

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