Campagna su Fb per la reintroduzione dell’orso sulle Alpi Apuane: in 4 giorni, centinaia di like

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ALPI APUANE – Ha superato, in quattro giorni, quattrocentoventi adesioni la campagna per reintrodurre l’orso sulle Alpi Apuane.

Questo animale è rimasto nel nostro immaginario. L’orso andava in letargo ogni anno l’11 di novembre ( per san Martino): quest’avvenimento determinava l’avvicinarsi della stagione invernale. Il risveglio dell’orso era associato alla comparsa nel cielo della luna invernale che annuncia la Pasqua: in questa notte (tra l’1 e il 2 febbraio), l’orso usciva dalla sua tana per osservare la posizione dell’argenteo astro nel cielo. In relazione alla fase lunare, decideva se tornare in letargo oppure uscirne definitivamente.
 
Così molti versiliesi e garfagnini, rinforzati da un nutrito numero della colonia russa di Forte dei Marmi, ha scritto una lettera aperta al Presidente della Comunità del Parco Alpi Apuane, Riccardo Tarabella. “Le chiediamo di sensibilizzare il Ministero dell’Ambiente per la reintroduzione dell’orso in Alta Versilia e Garfagnana. La reintroduzione potrebbe avvenire con la collaborazione delle Regioni Abruzzo, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. “
 
Si parla di reintroduzione perchè la presenza dell’orso in Versilia e Garfagnana è ben documentata.
 
In Versilia
 
Prove della presenza dell’orso in Versilia.
 
OSSA DI ORSO A CARDOSO
 
Petroglifici nei territori di Cardoso e Volegno. Nel corso del 2010 su segnalazione di Stefano Pucci sono stati censiti nuovi siti con petroglifici nel borgo di Cardoso. Numerosi i materiali, probabili corredi di accompagnamento dei resti umani rinvenuti nella grotta: fittili, litici . In particolare fogliati e materia dura animale. Sono noti anche resti zoologici tra cui l’orso. Dal Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, 6, 2010.
 
OSSA DI ORSO NELLA GROTTA ALL’ONDA, AI PIEDI DEL MATANNA
“Interessante è il reticolo di cavità carsiche del sottosuolo, non solo l’Antro del Corchia – esplorato dai fiorentini – che è stato in parte adattato a grotta turistica, ma anche cavità in cui sono stati trovati resti preistorici. La Grotta all’Onda ai piedi del Matanna, esplorata nel 1914, è molto importante, vi sono state trovate di ossa di orso, iena, leopardo, marmotta, tracce di fuochi, frammenti di ceramica e altri resti dei periodi dal paleolitico al neolitico.”
In l’Italia vi sono due sottospecie l’orso bruno europeo e l’orso marsicano. Il primo è presente sulle Alpi orientali nel Trentino occidentale e nel Friuli orientale a scavalco della Slovenia, complessivamente con almeno 50-60 esemplari, in aumento numerico e in espansione geografica. L’orso marsicano è presente sull’Appennino centrale, con una popolazione complessiva di 55-85 esemplari (di cui 45 – 69 nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise), numericamente forse stazionaria ma in leggera espansione geografica.

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