Campo nomadi: “Situazione inaccettabile”

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LUCCA – “Inaccettabile per la citta’ la situazione di illegalità, degrado e sicurezza sociale che si e’ venuta a creare nel campo nomadi di via delle Tagliate”. La nota stampa che pubblichiamo integralmente è di Marco Santi Guerrieri, di Fratelli d’Italia:

“Il sindaco Tambellini deve chiudere immediatamente i campi nomadi di Via delle Tagliate ..(e Via della Scogliera ) , la totale assenza delle condizioni igenico sanitarie, , il sovraffollamento dell’area e lo sforamento delle quote previste per le 26 piazzole di sosta, i cumuli di immondizia fumante sprigionanti diossina a 100 metri dalle mura urbane fra mucchi di spazzatura , carcasse di auto, bombole del gas , batterie d’auto, taniche di combustibile , dove per scaldarsi bruciano bancali in barba ai controlli ed i permessi dei vigili del fuoco .. Questa a casa mia si chiama “ Impunita’.”

“Non so come la possano pensare i lucchesi che convivono quella periferia cittadina assieme ai nomadi , dovro’ andare a chiederglielo. “

“Il campo del piazzale delle tagliate, nel 1999 originariamente nato come “ promisquo” e pertanto non ad uso esclusivo dei nomadi fu autorizzato per la sosta temporanea max 24/48 ore .

Per una serie di “ stranezze” ad oggi diventato luogo di “ soggiorno a dimora” per i vari permessi di residenza concessi . Dopo esser costato nel corso degli anni oltre oltre duemilioni di euro , nel 2013 il Sindaco Tambellini decise di intestare i contatori dell’acqua e le utenze per l’energia elettrica direttamente ai “resdenti” , facendoli altresi’ impegnare a contrattualizzare un non meglio chiarito protocollo di intesa e comportamentale nel quale le famiglie residenti si impegnavano a pagarsi le bollette della Geal ed Enel … cosa ovviamente e puntualmente disattesa.”

Questo quanto apparso sulle testate web di quei giorni: “ Creato gruppo di lavoro per l’integrazione, l’assessore alle politiche sociali Carla Reggiannini , lavori pubblici Pierotti, si sono recati al campo assieme al Sindaco . Previsto un gruppo di lavoro con i NOMADI RESIDENTI ( se sono residenti non possono essere nomadi, delle due l’una ) finalizzato a regolamentare la loro permanenza nel campo stabilendo regole condivise e comportamentali . se non rispettate saranno applicate sanzioni.) “

MA A QUESTO PUNTO MI DOMANDO …. Ma quali residenti se il campo e’ solo per la sosta temporanea?

Delle due l’una o sono nomadi o sono stanziali .

Se nomadi all’arrivo devono darne comunicazione dopodiche’ devono abbandonare il campo entro le 24/48 ore

Se stanziali invece cittadini residenti a tutti gli effetti di legge

Ma se residenti allora l’attuale campo d’accoglienza non li puo’ ospitare , mancando in loco qualsivoglia attinenza ai requisiti minimi previsti per legge per ritenere agibile ed abitabile la struttura.

Mi sono sempre domandato come sia stata possibile autorizzare la residenza in quanto la legge cita che la residenza puo’ essere tale a patto siano soddisfatti determinati requisiti di idoneita’ sanitaria , abitativa, ed altre condizioni ( vedi disposizioni in materia di residenza per i cittadini comunitari e extracomunitari del comune di Lucca). Bene dove sono questi requisiti , per aver autorizzato la sosta stanziale a questi nomadi?

Mi viene oltretutto da pensare che la ovvia precarieta’ abitativa e sociale in cui questi nomadi ( Sinti,Rom e Bosniaci) vivono, le condizioni igieniche , il disagio sociale in cui bambini e famiglie versano all’interno del campo siano il modo più semplice per agevolare l’ingresso nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari di questa gente.. e cioe’ inaccettabile.

Se il Sindaco Tabellini vuole mantenere la residenza a questa gente, deve assicurare il corretto rispetto delle leggi che la regolano . Altrimenti deve provvedere all’immediato sgombero di quell’area .

Altrimenti e’ palese pensare che le minoranze sono trattate in deroga agli obblighi legislativi ai quali qualunque cittadino italiano deve sottostare .

Il sindaco e’ responsabile delle norme igenico sanitarie della sua citta’ e dell’incolumita relativa dei propri cittadini, quindi se i Nomadi sono residenti, sono logicamente cittadini e di conseguenza il sindaco e’ al 100% responsabile di qualunque inadempimento o concausa tale da arrecare un danno agli stessi .

La regione toscana che tanto si vanta a “ botte “ di foto del governatore Rossi con le famiglie rom “,, che lo dica ai concittadini che per rendere idonei i tanti campi alla sosta occorrono centinaia di milioni di euro… e chi li paga??? Che lo dicano agli elettori, …. agli incapienti, ai pensionati, alle tante famiglie di giovani senza casa, ai senza lavoro.

Dopo le tante parole spese dal sindaco a vantaggio della integrazione di questi nuclei familiari dei quali ancora ad oggi non si riesce a capire bene quanti sono residenti e quanti i “ parenti” ospiti.. , rulottes accatastate una sull’altra, con discutibili nuclei famigliari di cui neanche se ne conoscono i nomi ed il numero esatto dei componenti sul quale sarebbe da aprire un capitolo a parte… e che sicuramente faremo a breve.

Unica cosa certa circa i campi rom , sono i proclami e le interviste al primo cittadino con cadenza semestrale, che continua imperterrito a dissentire dal volere della cittadinanza circa questa struttura.

Ma andiamo oltre e passiamo al campo di via della scogliera , si legge su alcuni articoli di giornale che i residenti hanno in parte comprato dei terreni (sinti) sui quali si sono andati poi ad insediare parcheggiando roulottes o prefabbricati.

Come e’ possibile che in un area di una golena fluviale possa coesistere un insediamento umano con tanto di permesso di residenza ?

Secondo la legge quanto sopra e’ fuori da qualsiasi norma , non ci si puo’ accampare in un area golenale ( lo dice lo stesso Tabellini in un intervista a Noi tv del 07.05.2014 )

Come e’ possibile parlare di proprietà privata su un terreno del demanio provinciale?

… e se in caso di piena accadesse qualche disgrazia ? In quell’area i nomadi non ci possono stare , lo vieta la legge, e’ un colmatoio , una golena fluviale , soggetto ad allagamenti durante le piene del Serchio.

Chi ha autorizzato l’istallazione delle strutture prefabbricate in quel luogo ?”

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