Carabiniere condannato, interrogazione parlmentare sul giudice Annarumma

1
LUCCA – Il giudice Carlo Annarumma, colui che in un regolare processo al Tribunale di Lucca ha condannato un carabiniere per “arresto violento”, ancora al centro delle cronache. E’ di oggi la notizia di una interrogazione parlamentare a firma di Edmondo Cirielli al Ministero della Difesa e al Ministero della Giustizia che pubblichiamo integralmente: “Premesso che è ormai sotto gli occhi di tutti l’assurda vicenda di un carabiniere in servizio alla compagnia di Lucca condannato dal Tribunale a risarcire un tunisino con l’accusa di «arresto troppo violento»; secondo quanto riportato dai quotidiani, il carabiniere sarebbe finito a giudizio con l’accusa di lesioni a seguito dell’arresto in flagranza di reato di un tunisino che stava rubando dentro un’azienda; in particolare, nel corso di una perlustrazione, una pattuglia decideva di effettuare un controllo nello stabilimento nel quale si erano verificati diversi furti di rame e nel primo dei due capannoni i militari notavano a terra numerose bobine di rame accatastate e, in un angolo, un individuo intento a sfilacciare con un trincetto i fili del prezioso metallo; l’uomo, un tunisino, tentava di fuggire, ma veniva bloccato e immobilizzato con le manette; secondo la diversa versione dell’arrestato, invece, che sostiene di essersi già impossessato nei giorni precedenti dei cavi, addirittura in concorrenza con un gruppo di rumeni, al momento della cattura da parte dei carabinieri, uno di questi gli avrebbe provocato ferite trascinandolo in malo modo; il carabiniere è andato addirittura a giudizio per il reato di lesioni personali con l’aggravante di cui all’articolo 61, numero 9, del codice penale, per aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o di pubblico servizio e condannato a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) nonché al risarcimento danni per 7500 euro e alla rifusione delle spese, 1750 euro più Iva, con pagamento in favore della parte civile di una provvisionale di 3500 euro; pur essendo dell’idea che le sentenze vadano accettate, perché frutto di indagini e quindi del lavoro di inquirenti e magistrati che hanno esaminato l’accaduto, in questo caso, non è accettabile la condanna di un militare dell’Arma «reo» di aver svolto il suo dovere contro la criminalità e a difesa della legalità; questa assurda, quanto vergognosa vicenda, dimostra quanto ormai sia sempre più complicato per tutte le nostre forze dell’ordine garantire la sicurezza in Italia e assicurare alla giustizia i malviventi, tra l’altro, per pochi spiccioli al mese e magari rischiando la vita; una tale sentenza potrebbe altresì rappresentare un pericoloso precedente, svilente per l’attività delle forze dell’ordine e che mina la sicurezza dei cittadini –: se i Ministri siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, se non ritengano necessario intervenire per chiarire la portata e la corretta interpretazione delle norme previste dal codice penale in materia di «cause di giustificazione», e, in particolare, dell’articolo 51 recante «esercizio di un diritto o adempimento di un dovere» al fine di garantire alle nostre forze dell’Ordine di adempiere correttamente al loro dovere e intervenire per combattere la microcriminalità. (4-08122)”.

“Un atto dovuto quello dell’interrogazione Parlamentare da parte di Fratelli d’Italia a sostegno del carabiniere condannato , sono stato ufficiale dei Paracadutisti nella folgore e so cosa significhi per un militare essere colpito nell’orgoglio personale ”  – cosi’ decise e schiette le dichiarazioni di Marco Santi Guerrieri coordinatore lucchese di Fratelli d’Italia.  “Appena appreso dai giornali del caso del Carabiniere condannato, mi sono immediatamente attivato per informare dell’accaduto l’ Onorevole Edmondo Cirielli parlamentare di Fratelli d’Italia in modo che potesse presentare un interrogazione parlamentare su questa discutibile vicenda.” “Pur essendo dell’idea che le sentenze vadano accettate – Prosegue Guerrieri – , perché frutto di indagini e quindi del lavoro di inquirenti e magistrati come avvenuto anche in questo caso, non ritengo accettabile la condanna di un militare dell’Arma «reo» di aver svolto il suo dovere contro la criminalità e a difesa della legalità , non ritengo possibile e sensato mettere sullo stesso piano di giudizio forze dell’ordine e delinquenza.  E’ palese pertanto sostenere che chiunque eserciti funzioni di lotta alla delinquenza debba salvaguardare la propria incolumita’ personale anticipando e reprimendo nei limiti consentiti della legge qualsivoglia reazione atta ad offendere da parte del malvivente.  Il caso ha fatto clamore in quanto e’ stato un Carabiniere ad essere stato condannato per lesioni , fosse accaduto l’inverso il fatto sarebbe passato in sordina e senza troppi clamori come accaduto i primi di Febbraio ai due Carabinieri di Padova , presi a coltellate da un “Pusher” di origini libiche “. Come documentato nell’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia – ” il carabiniere è andato addirittura a giudizio per il reato di lesioni personali con l’aggravante di cui all’articolo 61, numero 9, del codice penale, per aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o di pubblico servizio e condannato a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) nonché al risarcimento danni per 7500 euro e alla rifusione delle spese, 1750 euro più Iva, con pagamento in favore della parte civile di una provvisionale di 3500 euro”
Questa assurda, quanto vergognosa vicenda, dimostra quanto ormai sia sempre più complicato per tutte le nostre forze dell’ordine garantire la sicurezza in Italia e assicurare alla giustizia i malviventi, tra l’altro, per pochi spiccioli al mese e magari rischiando la vita; una tale sentenza potrebbe altresì rappresentare un pericoloso precedente, svilente per l’attività delle forze dell’ordine e che mina la sicurezza dei cittadini –: Resto basito conclude Guerrieri , al fatto di non aver visto alcuna solidarietà fattiva sull’accaduto da parte di altri parlamentari ( fatta eccezione per Scilipoti al Senato ) e leader politici tanto blasonati ad ogni talk show televisivo.

1 comment

  1. francesco 5 marzo, 2015 at 13:45 Rispondi

    È ora di finirla….ci andassero loro in giro di pattuglia e imbattersi in qualsiasi genere di persone dal potenziale pericolo dell’incolumità di chi opera…visto che ci hanno dato dei manganelli e non un semplice spray al peperoncino, così da risparmiarci queste condanne assurde se non vergognose.

Post a new comment

*