Carabinieri denunciati di stupro, donne in piazza: “Il corpo è mio, ne toccano una le toccano tutte”

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FIRENZE – “Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”, “Anche chi giustifica è stupratore” “My body is mine – il corpo è mio”, “Bevo quanto mi pare, mi vesto come mi pare, tu non mi puoi violentare”: questi alcuni dei cartelli al corteo organizzato questa sera a Firenze in solidarietà alle studentesse Usa che hanno denunciato di essere state stuprate da due carabinieri e organizzato daò gruppo “Non una di meno”. Un evento promosso attraverso i social e al quale hanno partecipato oltre 500 donne, tra cui alcune ragazze statunitensi e, da Viareggio, il Cantiere Sociale e Repubblica Viareggina.  Un lungo serpentone, partito da piazzale Michelangelo, di fronte alla discoteca dove ha avuto inizio tutt la vicenda, che passando dal centro ha poi raggiunto piazza Repubblica. “No means no” uno degli slogan scanditi dalle partecipanti. Tra gli striscioni esposti , “Mai più – unite e combattive”, “Ne toccano una, le toccano tutte”, “Stop rape: con le donne contro la violenza”, “Il corpo delle donne non si tocca, lo difenderemo con la lotta”.  “Sindaco Nardella, non ci provare: non dire alle donne cosa devono fare”, gridano dal corteo in molte: “La notte ci piace, vogliamo stare in pace. Ci piace pure il giorno, levatevi di torno”,  “No ad una cultura che giustifica lo stupro e tratta le vittime di violenza come imputate”. Pochi i politici presenti alla manifestazione, solo Tommaso Grassi e Daniela Lastri di Sinistra Italiana, mentre tra le ragazze americane spunta il cartello “Che cosa causa lo stupro? Non i pantaloni corti, non l’istinto, ma gli stupratori”, e dalle organizzatrici un commento: “Due terzi delle donne non denunciano perché sanno che è difficile avere giustizia. Basta con la cultura del ‘se l’è cercata’, questa deve finire”.

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