I carabinieri forestali denunciano i responsabili della realizzazione del tracciato abusivo nel bacino di Rocchetta

MASSA – Nei giorni scorsi sono stati depositati gli atti relativi all’indagine svolta per individuare i responsabili dell’apertura del tracciato abusivo nel bacino estrattivo di Rocchetta.
Nel mese di aprile i militari della Stazione di Massa, coordinati dalla Comandante del Nucleo Investigativo, avevano effettuato il sequestro dell’area. Da allora sono state svolte le indagini ed acquisite le prove necessarie a dimostrare quella che fin dall’inizio appariva l’ipotesi più probabile, ossia che i responsabili erano da cercare tra gli imprenditori del marmo.
Così, grazie al contributo di cittadini sensibili alla tutela del territorio, sono state acquisite numerose testimonianze, tra cui immagini di video sorveglianza della viabilità e documenti presso le ditte coinvolte nell’operazione.
Si è così dimostrato con quale mezzo cingolato – un escavatore da 60 tonnellate – è stato aperto il tracciato che collega il bacino di Rocchetta in Comune di Massa con la vecchia strada vicinale dei Cavatori che da Bergiola Foscalina sale fino al crinale che fa da confine tra i due Comuni, contestando gli addebiti a chi aveva la disponibilità ed ha condotto il mezzo d’opera.
Sono state così deferite all’A.G. quattro persone che a vario titolo hanno concorso alla realizzazione dell’intervento abusivo, contestandogli nel contempo anche le sanzioni amministrative relative all’assenza di autorizzazione per il vincolo idrogeologico.
Seppure sia da escludere l’utilizzo del tracciato da parte di mezzi ordinari e soprattutto da parte dei mezzi che trasportano il marmo, viste le forti pendenze del versante interessato dai lavori si rende necessario provvedere al ripristino dell’area, per evitare l’aggravarsi dei fenomeni di dissesto già in essere sul versante. A tal fine è stata trasmessa una comunicazione al Comune di Massa affinché prescriva ai responsabili i necessari interventi di sistemazione.