Carabinieri, è Valerio Liberatori il nuovo comandante provinciale di Massa Carrara

MASSA – CARRARA – (di Daniela Marzano) – Nasce a Merano (BZ) 47 anni fa, nell “profondo nord” come lo definisce lui, il tenente colonnello Valerio Liberatori, nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Massa Carrara. Altoatesino bilingue (ma parla correttamente altre lingue) si è insediato da pochi giorni in provincia dopo una lunga esperienza all’estero, dove ha ricoperto incarichi importanti in Kosovo e a Bruxelles dove ha lavorato cinque anni in un gruppo di lavoro che si occupava di terrorismo.

Ha appena iniziato a guardarsi attorno, ma gli premeva organizzare quanto prima un incontro con la stampa per presentarsi e per manifestare la vicinanza dell’Arma a tutta la popolazione.

“Vengo da realtà di città grandi come Milano e Roma dove si perde il contatto umano, diverse dalla nostra provincia, e credo che sia un privilegio e una grande opportunità per la nostra Arma che ha insito nel proprio DNA il contatto con la gente e con le piccole realtà” – afferma il Ten.Col – “Noi nasciamo come forza di polizia che rappresentava lo stato in aree dove poco c’era di Stato e, se le cose non cambieranno, penso che il nostro primato rimarrà sempre l’essere vicino alla gente. Sono quindi completamente aperto a ogni collaborazione con la stampa”.

Ha parlato anche della sua esperienza in Belgio, che considera una realtà difficile nordeuropea, con tensioni sociali molto forti e dove il tema dell’integrazione è particolarmente sentito e tangibile, affermando che farà tesoro di questa esperienza per lavorare in una realtà diversa come la nostra.

“Il Belgio non è come qui: là c’è una comunità italiana grande, quella delle miniere, che ha vissuto anche delle tragedie importanti. Tutta l’immigrazione è stata sostituita da quella nordafricana, non controllata, e questo dà origine a sacche di estremismo che non conosciamo. Inoltre ci sono quartieri abbandonati dal punto di vista della raccolta informazioni”. Liberatori fa presente che la polizia olandese, belga e francese invidiano il nostro modello del “piccolo centro”, che favorisce una raccolta di informazioni puntuale che noi spesso ignoriamo; una piccola segnalazione può arrivare a fare sgominare cellule importanti di delinquenza, come avvenuto a Merano, la sua città.

Tenente Colonnello, lei conosce la realtà locale di Massa Carrara? Quali pensa siano le emergenze sui cui concentrarsi maggiormente?

C’è stato ad oggi solo un primo contatto e le prossime settimane saranno dedicate ad una conoscenza più approfondita del territorio. Abbiamo una struttura territoriale dell’Arma molto forte e radicata nel territorio, con un’amministrazione che ben conosce le difficoltà e con la quale mi sto sentendo e confrontando. Credo che oggigiorno non esistano città tranquille. Sono sempre prudente e tendo a non sottovalutare o sopravvalutare mai i problemi, usando un approccio sereno e obiettivo verso quelle che sono le criticità.

Al di là di una microcriminalità che segue il trend del centro-nord, non ci sono particolari emergenzialità dal mio punto di vista, ma tutti i problemi vanno seguiti con la massima attenzione dandogli la giusta importanza. Per ora ho visto alcune tipologie di reato come arresti per traffico di stupefacenti e una rapina in farmacia, ma sono cose che avvengono e che richiedono tutta la nostra attenzione.

Ritiene che esista un problema di sotto-organico?

Dalla mia pregressa esperienza a Roma e Milano mi sembra che non ci siano criticità al riguardo. Non posso lamentarmi, visto che tutto l’apparato-sicurezza è stato contratto per motivi economici a livello nazionale. Ritengo che la struttura sia adeguata e se si rivelerà sottodimensionata la stampa verrà contattata per un appello a aumentare gli organici.

Quali canali preferisce per mettersi in contatto con la stampa? Che rapporto ha con la tecnologia?

Oggigiorno, specie lavorando nella grande città, ma anche a livello interno, spesso si favoriscono canali diversi dal telefono per dare priorità e per stare più vicini ai giornalisti e in questo modo alla gente.

Poi seguono approfondimenti via telefono o quant’altro.

Anche una fotografia scattata con il cellulare sul posto può aiutare.

Il nostro lavoro è al servizio della gente e noi siamo aperti e vicini a tutti e con qualsiasi mezzo.

 

 

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