Carlo e Camilla: viaggio attraverso i sapori toscani

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FIRENZE (di Marta Del Nero) – Come annunciato Carlo e Camilla hanno raggiunto il Belpaese e, tra le varie tappe in programma, hanno soggiornato proprio tra i vigneti e gli uliveti della sempre amata Toscana, per un viaggio all’insegna di arte, cultura e soprattutto enogastronomia.

Vari gli eventi cui il principe e la duchessa hanno preso parte nella regione. Tra questi si annovera, in particolare, una degustazione di vini toscani di alta gamma presso l’Hotel Villa San Michele di Fiesole, avvenuta nella serata del 1 aprile.

Dinanzi al panorama di Firenze, infatti, calici in mano e olfatto da intenditore, hanno accompagnato il principe del Galles e la duchessa di Cornovaglia attraverso l’assaggio di vini di pregio. Un’ora di puro relax nell’intimità di un angolo di Toscana che è valso alla coppia reale il diploma di sommelier d’onore, su consegna della Fondazione Italiana Sommelier Franco Maria Ricci.

Presenti all’appello sul tavolo di degustazione svariati prodotti delle cantine Verdelli, Antinori, Biondi Santi, Cinelli Colombini, Mazzocolin, O’Callaghan, Manetti, Il Palagio del cantante Sting e Moretti.

Tra gli invitati, invece, solo conoscenze dei reali per una ventina di presenze in totale.

La passione e la dedizione di Carlo non hanno lasciato indifferenti i partecipanti e i produttori, soprattutto i manager dell’azienda del cantante Sting, stupiti non solo di come il principe ricordasse i vini ma anche della sua conoscenza circa la produzione di olio d’oliva e miele.

Ad emergere è stata, inoltre, la curiosità della coppia reale che, dopo aver testato un Tignanello di Antinori si sono a lungo intrattenuti con la produttrice della omonima casa vitivinicola fiorentina, facendole domande sulle ultime novità dell’azienda.

Un legame forte, dunque, quello tra Regione e Regno Unito, una liaison enogastronomica a doppio senso che ha dato il via a numerose relazioni commerciali. Si menziona in proposito un particolare gemellaggio di carni bovine inglesi di alta qualità importate nella Penisola dalla Ahdb (Agriculture and Horticulture Development Board); ovvero l’ente britannico non governativo per il sostegno e lo sviluppo agroalimentare.

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