Carrara e la insostenibile candidatura di un sindaco

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CARRARA – ( di Daniela Marzano ) – Sarà la vena anarchica del popolo carrarese che ogni tanto riemerge, perché allo stato attuale Carrara, o almeno il partito di maggioranza che la rappresenta, non riesce ancora a trovare un candidato utile su cui puntare per farsi governare alla prossima tornata amministrativa. Sicuramente con il beneplacito dei partiti di opposizione che vedono, a questo punto, sempre più possibile la loro scalata a palazzo.

I mezzi a stampa stanno al gioco, rivelando e in qualche modo bruciando, possibili candidati, papabili o meno. Dopo l’assist di Massimo d’Alema, venuto in città alcuni giorni fa per ridare lustro ad Andrea Vannucci, il primo aspirante sindaco del PD causa del commissariamento della città perché ostile a gran parte della coalizione, sembrava che il giovane direttore del CNA Paolo Ciotti riuscisse a mettere tutti d’accordo. Niente più lontano dalla realtà, in quanto ora riemerge il nome di Fabio Felici, direttore della IMM, che compariva già dall’inizio nella rosa dei possibili nomi.

E tutto questo mentre i tempi stringono e le primarie rimangono invise a tutta la coalizione, eccetto il movimento civico Articolo Primo, che non solo rimane l’unica, seppur piccola voce, a gridare alla necessità di una consultazione preventiva per evitare spaccature interne, ma si contraddistingue anche per aver trovato già da subito un candidato di caratura morale e politica in Gianenrico Spediacci, conosciuto e stimato presidente della partecipata AMIA, il quale, lasciato solo dal suo PSI, ha iniziato una campagna di eventi e tavoli tematici per parlare di ciò che veramente conta per la cittadinanza, cioè i problemi e la loro possibile soluzione.

Convinto che è quella la linea da perseguire, mentre il PD continua a perdere tempo in consultazioni, Spediacci ha fondato l’Associazione “Rinascita” e ha ufficializzato mercoledì mattina la propria candidatura a Sindaco con una conferenza stampa, convinto di rappresentare una buona alternativa di governo e di trovare ben presto alleanze con i diversi movimenti civici che si presenteranno alle amministrative.

Il presidente Spediacci ha voluto ribadire che “la sua non è da considerarsi una candidatura di rottura perché si è sempre dichiarato favorevole a un centrosinistra compatto auspicando le primarie come unico mezzo per individuare un candidato veramente condiviso da partiti e cittadini”. “Il nostro obbligo”, continua Spediacci, “non è verso i partiti ma verso la città e stiamo lavorando da mesi a un programma e a un metodo innovativo che illustreremo in campagna elettorale, così come stiamo collaborando con Articolo Primo in progetti di ampio respiro che riguarderanno il rilancio della città”.

Per fare questo Spediacci spera nell’energia, partecipazione e contributo di una gran parte di cittadinanza che l’Associazione Rinascita punta a rappresentare.

Mentre nei prossimi giorni il PD valuterà altri nomi come quelli dell’Avv.Carcelli e di Cirillo Orlandi, sempre a patto che dal cilindro non venga pescato un nome dall’appeal maggiore per l’elettorato, si sta configurando un quadro abbastanza imprevedibile, che potrebbe includere addirittura una sfida alla guida della città tra Vannucci (senza simbolo del PD), Spediacci (appoggiato da liste civiche), liste di destra e movimento pentastellato.

Il ruolo del PD del rinnovamento sarà allora quello di semplice spettatore dei giochi?

 

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