Caso Fattoria dell’Aiola: “Qui il premier russo Medvedev non si è mai visto”

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SIENA (di Marta Del Nero) – La tenuta dell’Aiola (Vagliagli) a 14 chilometri da Siena; cento ettari a cavallo tra Castelnuovo Berardenga e Radda in Chianti. Prima proprietà dell’ex segretario Pli Giovanni Malagodi e dal 2012 passata nelle mani di investitori russi per la cifra di 10 milioni.

22, 5 milioni di euro varrebbe oggi la Fattoria che poco esporta in Usa, Germania e Giappone (grandi mercati di vino italiano) ma che vede tra i propri maggiori compratori la Bolivia, di certo non rinomata acquirente del nettare degli dei prodotto nella Penisola.

Tutta l’ambiguità sul fatturato, quindi, raddoppiato negli ultimi 5 anni, sebbene le vendite siano drasticamente calate, senza peraltro avere conoscenza dei reali mercati di esportazione, fa infittire ancora di più il mistero che ruota attorno alla tenuta e a chi ne detiene la proprietà.

Secondo il blogger russo anti-Putin Aleksej Navalnyj, infatti, la fattoria apparterrebbe a Ilja Elissejev, un prestanome del premier Dimitri Medvedev, ipotesi rovesciata dall’avvocato e presidente dell’Aiola srl, secondo il quale unica proprietaria sarebbe la Dockell Itd di Cipro.

L’ultima parola l’ha poi avuta la responsabile marketing della fattoria, Daria Ivleva, che si è espressa confermando le parole dell’avvocato aggiungendo, però, che la Dockell è di proprietà di Elissejev ma che questi non ha niente a che fare con il premier russo Medvedev.

“Qui Medvedev non si è mai visto, la proprietà della tenuta è della società Dockell di Cipro, che fa capo al signor Ilija Elissejev.” Ha spiegato Ivleva, aggiungendo che “sì, il proprietario attraverso quella società, è Ilja Elissejev, non c’è niente di misterioso, è tutto nelle carte. Qui Elissejev viene raramente, ha molto lavoro in Russia, l’ultima volta l’abbiamo visto l’estate scorsa. Mentre l’amministratore delegato Serghej Stupnitskij arriva all’incirca una volta al mese”.

Le parole della responsabile marketing, dunque, smentirebbero la tesi della Fondazione anti-corruzione (Acf) del blogger Navalnyj, arrestato nei giorni scorsi a Mosca. Navalnyj sosteneva, infatti, che il primo ministro Medvedev avesse ricevuto “bustarelle dagli oligarchi sotto forma di finanziamenti, riciclate in investimenti gestiti da una rete di società e di prestanome”, tra cui spicca anche quello nell’azienda dell’Aiola.

“Evidentemente si sono sbagliati, ha commentato a tal proposito Daria Ivleva- d’altra parte qui Medvedev, glielo ripeto, non si è mai visto. Noi qui facciamo vino in maniera professionale e lo esportiamo in tutto il mondo, tutto qui. La prima volta che ho sentito questa storia è stato poco tempo fa, quando ha telefonato un giornalista russo per chiedere conferme o commenti. Sono rimasta stupita.”

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