Caso Safill, Chiari e Picchi condannati a 2 anni per falso: “Faremo appello”

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‘LUCCA – Condanna a due anni, pena sospesa, per l’ex assessore Marco Chiari e l’ex segretaria comunale Tiziana Picchi, al processo per le ex officine della Latta, imputati di falso in atto pubblico.  Contro una richiesta di condanna, da parte del Pm Fabio Origlio di tre anni per Chiari e e due per la Picchi. Assoluzione, invece, per Umberto Pera, Alberto Baraldi, Massimiliano Volpi, Fabio Giorgetti e la Safill. Decaduto il reato di corruzione per la vendita dei parcheggi.  La vicenda, come noto, riguardava la vendita da parte del Comune alla Safill di 65 posti per le macchine “Oggi si è chiuso – commenta Chiari – il famoso processo Safill che tanto ha fatto parlare e discutere, locazione agevolata, parcheggi regalati, favori fatti dal sottoscritto alla proprietà e via dicendo, sempre in un crescendo per il Pm di accuse nei miei confronti. Processo nato di base come corruzione e proseguito per dimostrare che ero un corrotto. Oggi con la sentenza di questo tribunale si è voluto dimostrare che la corruzione non sussiste assolutamente, e questa, dopo che si erano già espressi il Tribunale della Libertà e la Cassazione, è l’ennesima riprova che non sono un corrotto. È vero che vengo condannato a 2 anni, pena sospesa, per falso in atto pubblico, riferita ad una delibera di giunta comunale, su cui chiaramente sin da adesso dichiaro che presenteremo appello, perché anche di quello verrà dimostrata la non esistenza. Però è anche vero che il processo madre era la corruzione. Questa sentenza ha dimostrato dopo 4 anni quello che ho sempre sostenuto, non esiste e mai è esistita corruzione, a nessun livello, da parte mia”. L’appello è già stato annunciato.

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