Casole d’Elsa: i cittadini si oppongono alla costruzione della centrale geotermica

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CASOLE D’ELSA, AREZZO (di Chiara Bini) – Vento, sole, acqua: la natura rappresenta il futuro dell’energia, un’energia rinnovabile e a impatto zero, che riduce l’inquinamento dell’ambiente, ma anche le nostre spese. Eppure continua ad attirare critiche feroci. L’ultimo caso di contestazione vede protagonista Casole d’Elsa (AR), i cui cittadini si sono raccolti nel Comitato Difensori della Toscana contro la Magma Energy Italia, azienda fondatrice e membro della RG (Rete Geotermica), per impedire la costruzione di una centrale geotermica nella loro campagna incontaminata.

L’energia geotermica sfrutta il calore del materiale incandescente che si trova sotto la crosta terrestre: questo calore trasforma l’acqua infiltratasi nel terreno in vapore, il quale è sfruttato per azionare turbine e generare energia elettrica e termica. Il solo modo per liberare il gas sotterraneo è trivellare il terreno in profondità, esattamente come per il petrolio.

A preoccupare è il forte impatto visivo che una struttura di quel genere avrà sull’intero territorio: un enorme impianto in metallo con trivelle, ciminiere e tubature in superficie che interrompono una campagna tra le più invidiate al mondo. La cittadinanza di Casole si è espressa con un referendum comunale dal risultato schiacciante: il 93% ha votato contro la costruzione della centrale.

A nulla è valsa anche l’opposizione del proprietario del terreno su cui sorgerà la struttura: dopo il rifiuto del privato cittadino di vendere, la Regione, in linea con il Protocollo d’intesa siglato nel 2014 con RG, ha ordinato l’occupazione coatta per pubblica utilità, ha cioè imposto l’edificazione della centrale perché utile alla comunità. A questo punto il progetto sembra impossibile da fermare, ma la protesta dei cittadini non accenna a fermarsi.

Secondo il report pubblicato a Febbraio 2015 dalla GEA (Geothermal Energy Association), l’Italia è il 6° Paese al mondo per capacità installata, ovvero quantità massima di energia prodotta in un’ora, e il primo in Europa, nonostante il numero di centrali geotermiche sia inferiore a quello di altre Nazioni come l’Islanda, che dalla geotermia ricava l’85% del totale della propria energia.

La Toscana spicca in questo settore d’avanguardia: nel comune di Piancastagnaio sul Monte Amiata si trova il più grande complesso geotermico al mondo e altre centrali sono attive da anni a Larderello (PI) e Radicondoli (SI).

Come per pale eoliche e impianti fotovoltaici, da un lato benefici economici in termini di risparmio dei consumatori e come creazione di nuovi posti di lavoro, dall’altro deturpamento del paesaggio. Conciliare natura e tecnologia, unire bello e buono: questa la sfida del futuro.

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