Cave, disponibile da oggi sul sito della Regione il testo della proposta di legge

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FIRENZE – E’ disponibile da oggi sul sito internet della Regione la nuova proposta di legge in materia di cave, adottata dalla giunta regionale l’8 agosto scorso. Il testo, perfezionate le operazioni di certificazione, è quindi consultabile e scaricabile dalla banca dati degli atti regionali.

“Si tratta di un atto importante – spiega l’assessore regionale alle Vincenzo Ceccarelli – con il quale si realizza una revisione del sistema pianificatorio e si recepiscono gli orientamenti comunitari e della normativa nazionale in materia ambientale, di libero mercato e di semplificazione, attribuendo alla Regione un maggior ruolo nella fase di valutazione di impatto ambientale e nel controllo dell’attività di cava. Una proposta che punta a tutelare e valorizzare la risorsa, nonché a incrementare l’occupazione e la lavorazione in loco. La legge contiene anche una ridefinizione dell’annosa questione dei beni estimati delle cave di marmo di Massa e Carrara, che vengono ricondotti al patrimonio indisponibile dei Comuni, dopo l’applicazione di un periodo transitorio. Un atto complesso, che abbiamo cercato di condividere con il territorio e i tanti soggetti interessati, nella massima trasparenza. Il confronto resta aperto e saremo pronti a valutare tutti i contributi che ci giungeranno”.

Vediamo quali sono i punti qualificanti della proposta di legge:

Nuovo sistema di pianificazione
Passano completamente alla Regione le funzioni di pianificazione che prima erano anche delle varie Province. La nuova visione d’insieme garantisce regole univoche per il corretto uso delle risorse minerarie, coerenza sotto il profilo della tutela del territorio, uguali opportunità per le imprese del settore.

Così il PRC (Piano regionale delle cave) elabora una stima dei fabbisogni su scala regionale delle varie tipologie di materiali, individua i giacimenti che sono potenzialmente escavabili escludendoli da attività che possano compromettere le attività estrattive; individua altresì i comprensori estrattivi in modo da assegnare a ciascuno di questi degli obiettivi di produzione.

Importante novità, l’avviso pubblico, che i Comuni emetteranno per la localizzazione dei siti, così da invitare i soggetti interessati a presentare proposte o progetti in linea con gli obiettivi del Piano cave.
Rimane in capo ai Comuni il rilascio delle autorizzazioni alla coltivazione delle cave ordinarie e delle cave di prestito di interesse locale, dei piani di recupero dei siti estrattivi dismessi, la vigilanza ed il controllo dell’attività di cava e la possibilità di emanazione di provvedimenti di sospensione e revoca delle autorizzazioni.

Concessioni
Rimane ferma la potestà regolamentare dei Comuni di Massa e Carrara in merito alla disciplina delle concessioni degli agri marmiferi, quali beni che appartengono al patrimonio indisponibile dei medesimi Comuni. Si stabilisce che appartengono al patrimonio indisponibile comunale i beni estimati di cui all’Editto della duchessa Maria Teresa Cybo Malaspina del 1° febbraio 1751.

Le concessioni saranno quindi rilasciate previa gara. E’ prevista una fase transitoria di 7 anni per le aziende già in possesso di concessione al momento dell’entrata in vigore della legge. Ai 7 anni se ne potranno aggiungere 2 per le aziende dotate di certificazione ambientale. Un incremento fino al massimo di 11 anni è previsto inoltre per le aziende che, tramite stipula di apposita convenzione, si impegnino a valorizzare la filiera corta nella lavorazione del marmo con ricadute sul sistema produttivo locale in termini occupazionali. La procedura di gara dovrà essere effettuata sul progetto preliminare e la concessione verrà rilasciata sul progetto definitivo a seguito della procedura di VIA.
La concessione non potrà essere trasferita o ceduta e avrà durata massima ventennale, con due anni aggiuntivi per le imprese con certificazione ambientale. Il Comune, nel selezionare le domande di concessione e redigere una graduatoria dei progetti ritenuti idonei, privilegerà i progetti che prevedranno ricadute ambientali e socioeconomiche in una logica di filiera. Le attività estrattive esercitate all’interno di beni di proprietà pubblica saranno soggette al pagamento, oltre che del contributo di estrazione, anche di un canone concessorio determinato dal Comune in ambito di gara.
Semplificazione
Le industrie estrattive potranno avvalersi dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP).
Il SUAP utilizzerà lo strumento della Conferenza dei servizi per coordinare ogni procedimento relativo a sub-autorizzazioni connesse a quelle per la coltivazione dei siti di cava, consentendo in questo modo una riduzione dei tempi. È previsto anche che l’autorizzazione alla coltivazione delle cave diventi un provvedimento unico che incorporerà ogni ulteriore autorizzazione. Anche la procedura di VIA si svolgerà contestualmente al processo autorizzativo.

Controlli
Spetteranno alla Regione le competenze in materia di Valutazione di Impatto Ambientale per le cave di dimensioni più rilevanti (oltre 60.000 mc cubi di escavo). Per quanto concerne il sistema di controlli dell’attività di cava, fatta salva la competenza dei Comuni, la Regione si riserva la possibilità di controlli diretti.

Tutela ambientale: certificazioni e recuperi
Forme di premialità per le industrie estrattive aderenti al sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS = Eco-Management and Audit Scheme), ovvero le imprese con certificazione ambientale. Queste potranno beneficiare di una riduzione della fideiussione richiesta per garantire la corretta esecuzione del progetto di risistemazione ambientale e potranno godere di una maggiore durata delle autorizzazioni e delle concessioni, pari a 2 anni. Viene anche incentivato il recupero delle aree di escavazione dismesse e in abbandono. Viene disciplinata l’estrazione dei materiali dai corsi d’acqua e dai laghi per finalità idrauliche con la possibilità di riutilizzo del materiale escavato per altri interventi o per essere ceduto all’appaltatore a compensazione.

Promozione delle filiere produttive
La legge prevede la promozione di interventi volti a diffondere le esperienze di etichette e marchi locali che valorizzino le produzioni tipiche anche dimostrando minori impatti ambientali e sociali. Si vuole valorizzare il materiale da estrazione, anche attraverso l’aumento del livello di trasparenza (tracciabilità) e capacità di destinazione dei prodotti, con particolare riferimento alla sensibilizzazione del cittadino.

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