Cemento al posto dei pini sull’Aurelia? Tutto falso: alcune piantine sono già state messe a dimora

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PISA – Le ipotesi di “cementificazione” come il raddoppio della sede stradale o di speculazione edilizia nelle zone boschive lungo l’Aurelia, nella Tenuta di Migliarino, sono prive di qualsiasi fondamento e non fanno altro che creare inutili allarmismi: la pianificazione dell’area protetta, che si fonda sul piano del parco e sui piani di gestione delle singole tenute, esclude infatti nel modo più assoluto che tali aree possano essere destinate a qualsiasi altro scopo.
Le illazioni avanzate a mezzo stampa da una nota associazione ambientalista – che tra l’altro non era presente al sopralluogo che la direzione dell’Ente Parco ha effettuato nei primi giorni di gennaio con la partecipazione di alcuni cittadini ed associazioni, allo scopo di fugare definitivamente alcune perplessità – sono peraltro dimostrazione non solo di una mancata conoscenza delle norme di base che regolano la vita dell’area protetta, ma anche di una scarsa attenzione rispetto a quanto avvenuto nella zona oggetto dei tagli, giacché nelle ultime settimane molte nuove piantine sono già state messe a dimora, a dimostrazione del fatto che la ricostituzione di una nuova pineta è già avviata, come avviene da secoli in quelle aree secondo i normali cicli selvicolturali.

Un bosco come quello presente lungo l’Aurelia ha bisogno di costanti interventi di manutenzione, soprattutto quando le piante oltrepassano una certa età: se un tempo le pratiche di taglio e rinnovazione erano all’ordine del giorno, purtroppo negli anni si è persa la cognizione di quali esse siano e la selvicoltura è diventata una scienza ignorata dai più. Quello attuale è, appunto, un momento di rinnovazione indispensabile per la ricostruzione di quelle pinete, e come tale è stato autorizzato dagli uffici dell’Ente Parco (e non dal Presidente, che non ha competenze di legge in ambito gestionale, com’è erroneamente riferito da alcuni organi di informazione).
I tagli dei pini tra Migliarino e Torre del Lago – che hanno riguardato gli alberi che sarebbero potuti piombare sulla strada e quelli già inclinati e sradicati – erano in parte già previsti dal vigente Piano di gestione forestale; i proprietari privati dei terreni ai margini della strada hanno poi chiesto al Parco l’autorizzazione ad intervenire, anche a seguito di un sollecito da parte dell’ANAS e delle compagnie di assicurazione, dopo l’ultimo incidente mortale causato dalla caduta di un leccio sull’Aurelia, quando per evitare la pianta due persone in motorino si sono schiantate contro un’auto proveniente in senso contrario nella corsia opposta. Infine, oltre a tali valide ragioni, non solo tecniche, per cui vengono effettuati questi interventi, è da menzionare il fatto che la fase dopo il taglio è estremamente favorevole per tutta una serie di organismi vegetali e animali e quindi non vi sono effetti ambientali negativi da temere.

Stesso identico discorso vale per le azioni portate avanti dall’Ente Parco nella proprietà dell’Università di Pisa, e da esso gestita, lungo il viale Mezzapiaggia (Pisorno): su tale argomento venerdì 6 febbraio gli organi dell’Ente Parco avranno l’occasione di fornire direttamente delucidazioni rispetto ai dubbi anticipati a mezzo stampa dalla Commissione di garanzia del Comune di Pisa, e che anche in questo caso non hanno motivo di esistere.

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