Centro regionale malattie esofago: 15 anni di attività e numeri importanti nel segno di Mauro Rossi

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PISA – Più di tremila pazienti trattati e oltre 1100 operati, in 15 anni di attività, con un aumento esponenziale delle tecniche mini invasive e un utilizzo sempre più strutturale della chirurgia robotica. Sono i numeri del Centro regionale di riferimento per la diagnosi e terapia delle malattie dell’esofago dell’Aoup, istituito dalla Regione Toscana nel 2000 ed assegnato all’Unità operativa di  Chirurgia generale IV allora diretta dal dottor Mauro Rossi (nella foto). Poco più di un decennio di intensa attività – Rossi era approdato a Pisa alla fine degli anni ’90 – con una squadra di professionisti tutti cresciuti alla sua scuola chirurgica di matrice padovana, prima che una terribile malattia lo portasse via prematuramente nel 2010. Ma aveva seminato bene tant’è che oggi a Pisa i suoi insegnamenti, a sua volta appresi dai professori Peracchia e Ancona di Padova, si sono diramati in più settori della gastroenterologia: la chirurgia bariatrica, proctologica e perineale, la cura delle disfunzioni del pavimento pelvico ma soprattutto lo studio delle patologie gastro-esofagee, specie tumorali, e la chirurgia mini-invasiva delle neoplasie del tratto digestivo superiore, ossia ciò che ne ha fatto appunto il centro di riferimento regionale per il quale giungono pazienti da tutt’Italia. Rossi era uno dei migliori chirurghi italiani sul panorama internazionale nel settore della chirurgia dell’esofago e dello stomaco e aveva anche carisma e lungimiranza. Nei suoi anni di rilancio a Pisa della Chirurgia generale IV aveva puntato moltissimo sulla centralità del paziente tant’è che aveva ideato anche un questionario di gradimento sui servizi erogati nel suo reparto, che veniva consegnato all’atto della dimissione. Quest’occhio sempre puntato sulla qualità e sull’innovazione tecnologica è stato il tratto distintivo della sua direzione ed è la bussola che orienta oggi il lavoro dei suoi allievi che ne hanno raccolto il testimone. Oggi la Chirurgia dell’esofago diretta dal dottor Stefano Santi coadiuvato dal dottor Giovanni Pallabazzer, dal dottor Biagio Solito, dalla dottoressa Maria Grazia Bellomini, dal dottor Simone D’Imporzano e dal dottor Mario Belluomini macina numeri importanti ed è sede della Scuola nazionale di chirurgia dell’esofago patrocinata dall’Acoi-Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani, che ha formato più di 150 allievi provenienti da tutta Italia. La scuola fornisce gli strumenti per un corretto inquadramento diagnostico-terapeutico delle patologie funzionali e neoplastiche esofagee insegnando le tecniche chirurgiche specifiche (specialmente l’approccio mini-invasivo laparoscopico, toracoscopio, robotico) e soprattutto puntando sulla gestione multidisciplinare del malato. Per le patologie neoplastiche subentra infatti il Gom-Gruppo oncologico multidisciplinare del tratto digestivo superiore per la diagnosi e la scelta della terapia più idonea (a Pisa circa 200 casi l’anno). Si tratta comunque di patologie relativamente rare (la prevalenza in Toscana è del 5×100.000 abitanti) e dalla letteratura scientifica internazionale emerge in modo chiaro che i migliori risultati nel trattamento si ottengono in centri specialistici dedicati. Chi è candidato al trattamento endoscopico (stadi iniziali della malattia) può avvalersi delle tecniche di resezione e ablazione oggi più avanzate mentre chi è destinato all’intervento chirurgico viene indirizzato, se possibile, alle procedure mini-invasive con i vantaggi della minore ospedalizzazione, migliore recupero funzionale e ridotto rischio di complicanze. Da quando queste tecniche si sono affinate, si è registrato un calo drastico (dal 2000 ad oggi) della percentuale di interventi effettuati in chirurgia ‘open’ (tradizionale). Dal 2012 sono stati poi attivati anche programmi di chirurgia robotica sia per patologie esofagee funzionali che oncologiche, secondo le più recenti indicazioni ed esperienze internazionali.

Naturalmente a Pisa si trattano anche tutte le patologie esofagee benigne, passando attraverso una serie di test diagnostici (esofago-gastro-duodenoscopia, manometria, pH-metria, bilimetria). Si curano malattia da reflusso, acalasia, diverticoli, disfagia, disturbi della deglutizione, e turbe del transito gastrico. Da svariati anni si utilizza anche con successo la neuro modulazione per la cura della gastroparesi. In occasione dei 15 anni di attività il Centro è stato intitolato al dottor Mauro Rossi ed è stato redatto un opuscolo con la storia, i volti, le attrezzature, i percorsi assistenziali e tutti i dati di attività

 

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