Codice rosa, l’esperienza toscana si avvia a diventare un protocollo nazionale

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FIRENZE – L’esperienza della task force Codice rosa, nata nel 2009 a Grosseto, ed estesa poi a tutte le aziende sanitarie della Toscana, si avvia a diventare un protocollo nazionale per la lotta alla violenza su tutte le fasce deboli della popolazione: donne, ma anche bambini, anziani, omosessuali, extracomunitari. A sancirlo è l’evento che si svolgerà domani a Grosseto: un convegno dal titolo “Progetto nazionale rosa bianca”, organizzato dalla Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) in collaborazione con la Asl 9, che si terrà per tutto il giorno alla Fattoria La Principina a Grosseto. L’evento ha ottenuto il patrocinio dei Ministeri della salute e della giustizia.

“Siamo davvero molto contenti – commenta l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, che domani prenderà parte ai lavori del convegno – che un’esperienza partita dalla Toscana possa diventare patrimonio a livello nazionale. Da quando il Codice rosa è in funzione nelle aziende sanitarie toscane, ha fatto emergere casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti nascosti, dando assistenza alle vittime e facendo perseguire i responsabili”.

“Il progetto nazionale Codice Rosa bianca, che verrà presentato ufficialmente a Grosseto – spiegano i promotori del convegno – nasce a sostegno di coloro che possono trovarsi in una situazione di particolare vulnerabilità, per aver subito episodi di violenza, tenendo conto anche dell’impatto sociale di questi eventi e delle ricadute che possono avere sulle strutture del Sistema sanitario nazionale. In sostanza prevede la realizzazione di un percorso riservato alle vittime di violenza che parte dai pronto soccorso, coinvolgendo le Aziende ospedaliere, le Asl, le Procure della Repubblica, le forze dell’ordine, le Associazioni di volontariato, secondo un modello di stretta collaborazione e integrazione tra le varie istituzioni, per consentire di intervenire con tempestività e in maniera sinergica a tutela delle vittime di violenza, nel rispetto del privacy e del diritto alla riservatezza”.

Al convegno partecipano tutte le istituzioni interessate al sistema di lotta alla violenza, con l’obiettivo di far partire, nella Aziende sanitarie su tutto il territorio nazionale, il progetto Codice Rosa bianca, integrandolo e con altre iniziative simili già in atto o realizzate all’interno delle Aziende.

Questo il programma del convegno:
10 – 10.30 apertura dei lavori, a cura di Fausto Mariotti, direttore generale Asl 9 Grosseto e vicepresidente Fiaso, e di Francesco Verusio, procuratore della Repubblica di Grosseto; 10.30 – 11 presentazione del progetto nazionale, a cura di Vittoria Doretti, responsabile Task Force-Codice rosa Asl 9 Grosseto e responsabile Progetto Rosa bianca, e di Nicola Pinelli, direttore Fiaso; 11 – 11.30 coffee break 11.30 – 12 interventi di testimonial del Codice Rosa bianca: Giovanna Ferretti; Fabrizia Giuliani della II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati; Barbara Leporini, presidente dell’Unione italiana ciechi e degli ipovedenti della Toscana; Luigi Marroni, assessore regionale alla Salute; Mario Paciaroni, procuratore della Repubblica della Spezia. Seguono interventi e dibattito; moderatore, Monica Piovi, direttore generale della Asl di Empoli e coordinatore Fiaso per la Regione Toscana; 13.30 – 13.45 conclusioni, a cura di Francesco Ripa di Meana, presidente Fiaso. Dalle 14.30 alle 17.30 è prevista la sessione pomeridiana, riservata alle Aziende associate Fiaso, con un workshop moderato da Giuseppe Coniglio, sostituto procuratore della Repubblica di Grosseto e referente per la Task force – Codice rosa.

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