Compra un telefono via web, e gli recapitano un pacco con dentro polisterolo

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PONTEDERA – Il personale della Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pontedera riceveva, nei primi giorni del mese di gennaio 2015, una denuncia di furto del proprio telefono cellulare da parte di un ragazzo residente in Valdera. Il denunciante dichiarava di aver spedito l’apparecchio elettronico ad una persona residente in Sicilia, utilizzando il servizio postale, dopo averlo messo in vendita su un noto portale on line per la somma di  150 euro. Dopo alcuni giorni l’acquirente si vedeva recapitare il pacco postale e dopo averlo aperto constatava che all’interno vi era solo del polistirolo. A seguito di ciò veniva inoltrata un’informativa di Polizia alla Procura di Pisa. Le successive indagini permettevano di accertare che il telefono cellulare in questione era nella disponibilità di un dipendente delle Poste Italiane e pertanto veniva richiesto un decreto di perquisizione personale e locale.
Verso la fine del mese di Febbraio il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del  Commissariato e della Sezione della Polizia Postale di Pisa davano esecuzione al decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Pisa nei confronti di B.M. di anni 44, residente in un Comune della Provincia di Pisa, rinvenendo e sottoponendo a sequestro il telefono cellulare provento di furto nonché un altro telefono cellulare di dubbia provenienza, di ultima generazione e un pugnale con una svastica incisa sul manico.
Le successive indagini effettuate permettevano di accertare che anche l’altro telefono cellulare rinvenuto nel corso della perquisizione era stato provento di furto in danno di un uomo residente in Liguria che l’aveva spedito attraverso il circuito postale ad una donna che l’aveva acquistato dopo averlo visto su un noto portale on line. Tuttavia, l’acquirente, non riscontrando le caratteristiche indicate nella proposta di vendita, non pagava quanto acquistato e lo rispediva al venditore. Quest’ultimo, ricevendo il pacco vuoto, aveva pensato a una truffa posta in essere dall’acquirente e lo aveva denunciato alla locale Procura.
L’impiegato delle poste è stato pertanto indagato alla Procura della Repubblica di Pisa per il reato di peculato continuato e per porto abusivo di arma da taglio.
Le Poste Italiane, all’esito del giudizio penale, valuteranno le conseguenze disciplinari della condotta del proprio dipendente.

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