Confesercenti: “No alle aperture serali della Carrefour”

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Le Confesercenti di Lucca e Massa Carrara si oppongono fermamente al prolungamento dell’orario, proposto da Carrefour, fino alle ore 24 (addirittura alle 1 di notte per il punto vendita di Massa). “Tale decisione – affermano i due responsabili Valentina Cesaretti e Adriano Rapaioli – è del tutto inutile e dannosa per l’economia locale. Già le aperture domenicali non stanno favorendo un aumento dei consumi e quindi del fatturato delle attività commerciali, ma molto semplicemente stanno trasferendo ulteriori quote di mercato dalla piccola alla grande distribuzione. In questi primi tre mesi dell’anno calcoliamo che il trasferimento di quote sia del 4%. Confesercenti da sempre è contro la scelta del governo che ha previsto una liberalizzazione selvaggia degli orari e delle aperture – continuano – sia per ragioni di metodo che di merito. Si pigia ancora una volta il pedale dell’acceleratore sul commercio mentre gli altri processi di liberalizzazione, come quello delle professioni o del trasporto ferroviario, restano al palo. Inoltre, la scelta di totale deregolamentazione degli orari nei giorni festivi, domenicali e infrasettimanali è davvero insostenibile per le piccole imprese e troppo costosa per le grandi.
Non è questo il modo per far aumentare i consumi, come ci dimostrano anche esperimenti portati avanti in altre città”. La conclusione: “Oltre a questo dobbiamo anche considerare il contesto locale: la collocazione dei punti vendita in questione su Lucca e Massa Carrara non sono certo un esempio di periferia caratterizzata dalla frenetica vita notturna. Il prolungamento dell’orario, quindi, non si profila come servizio ulteriore alla cittadinanza, dal momento che in quella particolare zona della città non si evidenzia assolutamente tale fabbisogno. Se su questi particolari punti vendita, inoltre, le aperture domenicali non hanno portato ad ulteriori incrementi di fatturato, non ci illudiamo che questo si possa realizzare prolungando l’orario fino alle 24. Sicuramente la scelta è dettata da altre strategie, fatte sulla pelle dei lavoratori dipendenti e dei piccoli commercianti”.

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