Contrattazione e riorganizzazione del personale, trattativa bloccata

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VIAREGGIO – «Trattativa bloccata. Ci dispiace per la maggioranza dei lavoratori che vedono impediti dal loro stesso sindacato, gli incrementi salariali che potevano partire già dal mese di gennaio» non usa mezzi termini l’assessore con delega al personale Valter Alberici in merito all’incontro di questa mattina tra la delegazione trattante del Comune di Viareggio e le Rsu dell’Ente.

«Un incontro che avrebbe dovuto perfezionare l’accordo sindacale sull’utilizzo del fondo dei dipendenti – spiega Alberici – e che è finito con un nulla di fatto per il comportamento ‘poco corretto’ dei sindacati stessi».

Nello stesso momento in cui si svolgeva la trattativa infatti, è stato protocollato un ricorso al Tar sulla riorganizzazione del personale, intentato dalla Cgil-funzione pubblica e dalle stesse Rsu, nella persona della coordinatrice Cristina Ceragioli.

«Nelle relazioni sindacali, avere sul tavolo un ricorso al Tar raffredda inutilmente i rapporti – aggiunge ancora l’assessore -, il tutto proprio mentre si stavano producendo ottimi risultati su un accordo che da anni non veniva stipulato».

Un accordo che prevedeva l’erogazione di cospicue cifre per le progressioni orizzontali dei dipendenti, per la produttività, per il riconoscimento delle posizioni organizzative e altri emolumenti contrattuali accessori.

«L’Amministrazione comunale ha inutilmente chiesto che l’atto venisse ritirato prima di procedere alla firma: le Rsu si sono rifiutate – continua Aberici -. Un comportamento che prescinde dall’interesse collettivo dei lavoratori e butta a mare settimane di lavoro».

«Nelle riunioni precedenti si era discusso a lungo sugli obiettivi comuni – continua l’assessore -, il clima era disteso e la trattativa sembrava avviata ad una conclusione che mettesse d’accordo tutte le parti. Così non è stato. E vorrei sottolineare che nessun Comune in Italia ha mai subito un ricorso sulle modalità di applicazione della riorganizzazione dell’Ente».

«Stupisce che le organizzazioni sindacali, nella fattispecie la Cgil-funzione pubblica, pongano problemi di carattere politico invece che tutelare gli interessi dei lavoratori – conclude Alberici -. Le posizioni di privilegio di taluni all’interno del Comune appartengono al passato. Noi andiamo avanti: è ora di cambiare».

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