Contro l’obbligo vaccinale striscioni in Toscana

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TOSCANA – Il 25 Aprile in numerosissime città toscane sono stati attaccati striscioni inneggianti la Libertà riguardo la scelta di Vaccinare e contro l’obbligo vaccinale per l’accesso a Nidi e Scuole d’Infanzia. Un chiaro segnale di tutto il gruppo dei “Genitori del No Toscana” e del C.Li.Va che rivendicano l’azione, per fare sentire la propria voce.

“Dopo la recente notizia della radiazione di un medico, il dottor Gava, “colpevole” secondo l’ordine dei medici di avere espresso opinioni dubbiose in merito alle vaccinazioni di massa effettuate senza criterio e senza personalizzazione, radiazione che raramente viene effettuata e solo in casi molto gravi dove compaiono colpe di omicidi o gravi e irreversibili danni alla salute dei propri pazienti, tutte cose mai commesse da Gava che anzi è molto stimato come medico – si legge nella nota -:” D’altronde il Codice Deontologico Medico all’Art. 4 parla di libertà e indipendenza della professione senza imposizioni o condizionamenti di alcuna natura, ogni medico deve poter applicare liberamente, dopo attenta valutazione, il principio di precauzione che include quindi la possibilità di sconsigliare un vaccino, o modificarne i tempi di somministrazione rispetto ai calendari proposti. La Toscana con la sua proposta di legge che prevede l’obbligo per 14 vaccinazioni ( anche quelle facoltative per lo Stato ) non si è minimamente posta il problema di lasciare a casa oltre 20.000 bambini che secondo la legge hanno sacrosanto diritto all’istruzione, con conseguenti danni economici alle famiglie che si vedranno negare la possibilità di mandare a scuola i propri figli; non si è posta il problema di accertare e migliorare i servizi di farmacovigilanza praticamente assenti da numerosi anni nella regione e molto carente anche nel resto d’Italia, nel sito vaccinarSi.org si legge“non è necessaria neppure la certezza di un rapporto causa-effetto fra somministrazione del vaccino ed insorgenza della sintomatologia: il semplice sospetto di una reazione avversa a vaccino è di per sé ragione sufficiente a segnalare. Le segnalazioni possono essere effettuate dagli operatore sanitari o da parte del cittadino stesso”, nonostante questo non ci sono dati disponibili da 4 anni ; non si è posta il problema dei bimbi disabili che hanno un insegnante di sostegno e per i quali è importantissimo il percorso scolastico, come sancisce la legge 104/92; non si è posta il problema degli indennizzati da danni da vaccino come prevede la legge 210/92. Le mancanze ai nostri occhi sono molte e non possiamo non vedere questo obbligo come un ricatto più che come strumento di prevenzione attiva, è chiaro che un obbligo calato dall’alto da adito a numerosi sospetti in un epoca in cui “non esistono epidemie in corso”così come ha ribadito l’ISS in una recente nota, si sa benissimo poi che le azioni migliorative di solito si ottengono con l’informazione e la promozione delle corrette informazioni, non certo con la coercizione. Ci chiediamo quali siano le motivazioni che portano a ribaltare una decisione della giunta regionale del 2006 che norma l’iter procedurale in caso di rifiuto delle vaccinazioni, e che sancisce che la delibera potrà essere rivista nel caso in cui le condizioni epidemiologiche mutassero.  In definitiva la nostra non è assolutamente una battaglia contro i vaccini, e ci dissociamo da ogni etichetta “antivax” che possa essere associata al nostro gruppo, chiediamo solo che si faccia corretta informazione e che resti immutata la possibilità di scelta terapeutica”.

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