Controlli a Cisanello, espulso il “cassiere” dei parcheggiatori abusivi

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PISA – Importante giro di vite è stato dato ieri dalla Polizia di Stato in un servizio straordinario di controllo del territorio, svolto congiuntamente all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Locale.
A seguito degli infausti episodi occorsi nei giorni scorsi al personale appartenente alle forze dell’ordine in occasione di controlli svolti in diverse zone del territorio pisano nei confronti di venditori ambulanti abusivi senegalesi, è stato effettuato un controllo capillare della comunità nelle sue varie dislocazioni in vari punti della città.
Sono state battute l’area di Via Matteucci e l’area dell’ospedale di Cisanello, ove sono stai identificati complessivamente 30 cittadini senegalesi, di cui 8 con precedenti di polizia.
Nei confronti di uno di questi è stata elevata una sanzione amministrativa pari a euro 5000, poiché colto nell’atto di vendita itinerante senza la prescritta licenza.
Sempre nell’ambito del servizio, gli agenti hanno identificato per Mor Gadiaga, 43enne, che aveva attirato l’attenzione degli operatori, dando l’impressione, dagli atteggiamenti assunti, di essere il leader del gruppo di senegalesi che gravita nella zona di Cisanello.
Tale circostanza è stata confermata a seguito del controllo fatto sulla persona del Gadiaga : infatti all’interno di un marsupio lo stesso custodiva circa 3000 euro in contanti.
Alla richiesta di giustificazioni da parte dei poliziotti, l’uomo ha spontaneamente ammesso di raccogliere soldi da altri soggetti appartenenti alla propria comunità in forma fiduciaria.
A quel punto, verificata l’irregolarità del “cassiere” senegalese sul territorio dello Stato e considerata altresì la dubbia liceità dell’attività dallo stesso svolta, si procedeva all’accompagnamento dello stesso presso l’Ufficio immigrazione della Questura.
A seguito dell’istruttoria, il Prefetto di Pisa ha emesso il decreto di espulsione nei confronti del senegalese e, contestualmente, il Questore ha disposto l’accompagnamento dello stesso presso il CIE di Bari, in attesa del rimpatrio.

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