Corruzione, nella “retata” dei pediatri anche il dottor Cassano

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LIVORNO – Tsunami nel mondo dei pediatri. E scandalo nel mondo della Sanità toscana. Dalle prime ore di stamane i Carabinieri dei NAS con i colleghi dell’Arma territoriale hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 12 pediatri, tra cui due primari, uno è un noto medico di Viareggio, il dottor Gian Piero Cassano, difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri del Foro di Lucca, 5 informatori scientifici e un dirigente d’azienda di alimenti per l’infanzia per corruzione nonché 26 decreti di perquisizioni in Toscana, Lombardia, Marche e Liguria. Secondo le indagini i medici inducevano le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte al posto del latte materno. L’esecuzione dei provvedimenti restrittivi giunge a conclusione di una lunga e complessa indagine, iniziata con una segnalazione anonima nel 2013 e condotta dai Carabinieri del NAS di Livorno – coordinati dalla Procura di Pisa, pm Giovanni Porpora – nell’ambito della commercializzazione di latte artificiale per l’infanzia. L’attività investigativa del NAS toscano è giunta ad accertare una consolidata e diffusa pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l’infanzia praticava per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti – sottoforma di costosi viaggi e regali di lusso – ed aumentarne così le vendite. Le aziende avevano architettato un complesso sistema per giustificare gli ingenti esborsi di denaro sostenuti per finanziare gli atti corruttivi: gli informatori scientifici dei noti marchi prendevano contatti con i pediatri per “sollecitarli” a prescrivere latte artificiale ai neonati, contravvenendo agli unanimi pareri scientifici sulla necessità di promuovere l’uso del latte materno. Grazie, poi, alla compiacenza di alcune agenzie di viaggio che fatturavano false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali, tramite queste, facevano ottenere un “buono” al singolo professionista che lo utilizzava per pagare viaggi di piacere per sé ed i propri familiari. Nell’inchiesta, denominata ‘Medici low cost’, oltre ai medici pediatri di base, convenzionati con le rispettive ASL, sono finiti anche due noti primari di ospedali italiani per i quali era più facile convincere le neo mamme in dimissione ad utilizzare latte artificiale per l’alimentazione dei propri bambini. I Carabinieri sono riusciti a provare un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare i “regali” ai medici (smartphone, computer, condizionatori, televisori) e viaggi in rinomate mete turistiche (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul e Crociere nel Mediterraneo e nord Europa).

Ai domiciliari, su ordinanza di custodia cautelelare a firma del gip Guido Bufardeci sono,sono finiti: Michele Masini, dirigente di un’azienda farmaceutica, 50 anni, residente a Limbiate (MB), Dario Boldrini, informatore, 33 anni, di Pisa, Valter Gandini, 70 anni, informatore, di Pisa Vincenzo Ruotolo, 64 anni, informatore, di Grottammare (AP), Gianni Panessa , 59 anni, informatore di Livorno, Giuliano Biagi, 35 anni, informatore di Massa, Maurizio Petri , 64 anni, medico pediatra di Cascina, Fabio Moretti , 61 anni, di Chianni (ambulatorio a Pontedera), Marco Granchi , 61 anni, medico pediatra di Pontedera (ambulatorio a Ponsacco), Claudio Ghionzoli , 63 anni, residente a Pisa (ambulatorio a Cascina), Renato Domenico Cicchiello , 66 anni, di Livorno, medico pediatra ( Il precedente ), Stefano Parmigiani , 57 anni, residente a Parma, medico pediatra, primario del presidio ospedaliero del Levante ligure (La Spezia), Roberto Bernardini , 57 anni,  pediatra residente a Calcinaia, primario ospedale San Giuseppe, Asl 11, Empoli Gian Piero Cassano , 65 anni, residente a Lido di Camaiore, medico pediatra con ambulatorio a Viareggio, Marco Marsili, 59 anni, medico pediatra di Piombino Roberto Rossi , 62 anni, residente a Palaia, medico pediatra con ambulatorio a Capannoli, Eros Panizzi , 61 anni, residente a Peccioli, medico pediatra, Luca Burchi , 59 anni, medico pediatra residente a Volterra.

Per quanto concerne le aziende le indagini sono ancora in corso: “Dobbiamo stabilire – hanno spiegato i Nas – se erano a conoscenza”.

“Gli arresti dei pediatri che avrebbero ricevuto benefit pilotando le madri all’acquisto di latte artificiale di certe ditte, così come le accuse rivolte ad alcuni cardiologi di ricevere anch’essi doni e favori in cambio di determinati dispositivi medici, al di là degli sviluppi giudiziari, che ci auguriamo siano tempestivi, rivelano un quadro di comportamenti inaccettabili e denunciano un costume civile e morale che deve essere censurato, contrastato e cambiato”. Il presidente Enrico Rossi interviene sulla vicenda dei pediatri arrestati per corruzione, tra cui anche il dottor Cassano di Viareggio ( come pubblicato in un altro articolo: Rossi sui pediatri arrestati: “Comportamenti inaccettabili”) perché avrebbero indotto le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte invece del latte materno. “Ci aspettiamo – prosegue Rossi – che ognuno faccia la sua parte: i direttori generali delle Asl prendendo provvedimenti adeguati, e altrettanto ci aspettiamo anche da parte degli ordini progfessionali. I cittadini, soprattutto la parte più debole e sofferente e i giovani, aspettano provvedimenti adeguati, propozionati e in tempi brevi. Senza dover necessariamente aspettare gli esiti dei procedimenti giudiziari. In conclusione, da queste vicende emerge è vero un quadro sconfortante, ma proprio per questo, senza scadere nel giustizialismo e nel moralismo, chiedo che vengano assunti provvedimenti amministrativi e precise sanzioni basate sul rispetto della legge e sui poteri attribuiti alla pubblica amministrazione”. Anche l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni fa sentire la sua voce: “Sarà la magistratura a occuparsi della vicenda giudiziaria che vede coinvolti pediatri toscani. Noi diamo la nostra piena collaborazione e seguiamo con grande attenzione lo sviluppo delle indagini. Per quanto ci riguarda, avvieremo indagini interne per verificare i comportamenti organizzativi. Siamo molto dispiaciuti, perché vicende come questa, se confermate, rischiano di vanificare il grande lavoro fatto negli anni dalla Regione Toscana per promuovere l’allattamento al seno. La Toscana ha posto l’allattamento materno tra le proprie strategie prioritarie e vuole continuare a sostenerlo. Rinnovo dunque l’invito a tutte le mamme ad allattare al seno i propri bambini”. Marroni ricorda anche quanto ha fatto la Regione per promuovere l’allattamento al seno: progetti speciali, la creazione della rete toscana di “Ospedali Amici dei Bambini”, l’approvazione di una delibera per bandire da tutti i punti nascita i campioni di latte artificiale regalati dalle ditte, la costituzione di un Osservatorio regionale dedicato proprio al coordinamento e alla promozione dell’allattamento al seno nei punti nascita e nel territorio della Toscana. Tra le iniziative messe in campo dalla Regione, la distribuzione alle neomamme in tutti i punti nascita di una valigetta che contiene un cd con ninnenanne e musica adatta ai piccolissimi, l’opuscolo “Naturalmente mamma”, con tutti i consigli pratici su come avviare e proseguire l’allattamento al seno, un body di cotone con il disegno di come mettere a dormire il neonato per una “nanna sicura”, dépliant informativi per il corretto utilizzo dei servizi. I testi sono tradotti nelle lingue più rappresentate in Toscana: cinese, albanese, inglese, francese, spagnolo, arabo e rumeno. “Anche questa delle valigette – commenta l’assessore – è un’iniziativa che testimonia la grande attenzione e sensibilità che la Toscana ha sempre avuto verso il tema della nascita. Quanto all’allattamento, sono tanti gli studi che hanno dimostrato che per i bambini nutriti con latte materno diminuisce la possiiblità di contrarre malattie come diabete giovanile e obesità. Vantaggi che si traducono inevitabilmente anche in un risparmio enorme per la sanità pubblica e la società intera. In Toscana vogliamo dare questa opportunità di salute al maggior numero di bambini possibile, garantendo qualità e sicurezza. Per questo da oltre 40 anni abbiamo in Toscana la Banca del latte, che fornisce latte materno alle mamme che non possono allattare”.

2 comments

  1. roberto Bertoloni 22 novembre, 2014 at 17:51 Rispondi

    Il dottor Giampiero Cassano è un medico stimato in tutta la versilia. Professionalmente serissimo, preparatissimo e con un accentuato senso del dovere.
    Ho avuto le mie due figlie seguite da lui e devo ammettere di essere stato molto fortunato.
    Per quanto riguarda l’allattamento delle bambine il dottor Cassano ha sempre detto che fin quando mia moglie avesse avuto la possibilità di poterle allattare con il latte materno avrebbe dovuto approfittare di tale fortuna.
    Quindi non credo assolutamente che il dottor Cassano abbia in qualunque modo esortato le mamme ad allattare i propri figli con il latte artificiale qualora avessero avuto la possibilità di poterli allattare al seno.
    Forza dottore un saluto ed un abbraccio sinceri la realtà dei fatti,una volta che il Giudice avrà vagliato la Sua posizione,non potrà far altro che confermare oltre alle sue doti in campo professionale anche l’onestà che da sempre La contraddistingue.

  2. Laura 23 novembre, 2014 at 22:37 Rispondi

    Mi meraviglia tutto questo clamore. Mi pareva assolutamente risaputo che in ospedale viene favorito l’allattamento artificiale. Ho partorito la mia seconda figlia all’Ospedale di Pietrasanta qualche anni fa. Quando sono stata dimessa mi hanno dato in omaggio un kit per l’allattamento artificiale con invito alla prova . Era chiaro che qualcuno ci guadagnava nell’incoraggiare l’uso del latte artificiale piuttosto che del latte materno “gratuito” e sano. Poi il bubbone scoppia. Ma chissà quante madri saranno state indotte a rinunciare all’ allattamento al seno perché invitate a sostituirlo con quelli artificiale.Purtroppo. Soldi e benessere del figlio e della madre buttati via per tanto tempo

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