Costa Concordia, la procura chiede 26 anni per Schettino

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GROSSETO – Pesante, e non poteva essere altrimenti, la richiesta della procura di Grosseto nei confronti di Francesco Schettino nell’ambito del processo per la tragedia della Costa Concordia. Ventisei anni e tre mesi di reclusione con la richiesta di custodia cautelare in carcere per pericolo di fuga, questa la richiesta avanzata dal pm Maria Navarro, intervenuta in seguito al collega pm Stefano Pizza che aveva concluso il suo intervento con la frase  “Dio abbia pietà di Schettino, perché noi non possiamo averla”.

“Quasi l’ergastolo, manco Pacciani. Siamo rimasti tutti quanti sorpresi”, queste le parole  dell’avvocato difensore di Francesco Schettino, Donato Laino, sulla richiesta di arresto. “Anche se sulla pena avevamo delle avvisaglie. Ma il fatto che a distanza di tre anni si vada a chiedere l’arresto dopo che la Cassazione ha respinto” nel 2012 “la stessa richiesta degli stessi pm è la ciliegina sulla torta”, ha aggiunto il legale giudicando “inesistente” il pericolo di fuga.

Siamo dunque entrati nella fase finale del processo all’ex comandante della Costa Concordia, principale indagato per il naufragio della nave e per le 32 vittime di quella notte; con oggi si è chiusa la requisitoria dell’accusa, durata due giorni, la sentenza definitiva del Collegio è attesa non prima del prossimo 10 febbraio. Adesso la parola passerà ai legali delle parti civili e poi al responsabile civile, poi,  conclusa anche questa fase si riprenderà il 5 e il 6 febbraio, quando sarà il turno dell’intervento della difesa.

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