Cresce l’export in provincia di Lucca: il settore cartario primo per valore esportato

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LUCCA – Una crescita del +7,1% delle vendite all’estero in provincia di Lucca per un importo di quasi 2 miliardi di euro (1.958 milioni) è stata registrata nei primi sei mesi 2017, rispetto all’andamento del primo semestre 2016.

La dinamica è risultata particolarmente sostenuta nel secondo trimestre dell’anno, quando si è portata al +10,0%, in accelerazione rispetto al +3,1% fatto segnare nel primo trimestre dell’anno. L’andamento semestrale risulta poco al di sotto sia del dato toscano (+8,8%) che di quello nazionale, cresciuto del +8,0% nel periodo. Sono questi i principali risultati emersi dall’analisi dei dati ISTAT sul commercio estero da parte dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Lucca.

L’andamento regionale risulta legato a peculiari e straordinarie dinamiche territoriali e settoriali, specialmente nel caso di Livorno (petrolifero e cantieristica), Massa Carrara (meccanica) e Siena (farmaceutica). Grosseto e Firenze crescono intorno al valore regionale, mentre per Pisa, Prato e Pistoia la dinamica appare sottotono. In lieve contrazione Arezzo per il negativo andamento dei metalli preziosi.

Le importazioni provinciali hanno confermato la lieve diminuzione già in atto nel primo trimestre, scendendo del -2,9% rispetto ai primi sei mesi del 2016 e attestandosi a quota 965 milioni di euro. La dinamica regionale e nazionale è risultata invece positiva, con una crescita degli acquisti dall’estero rispettivamente del +3,7% e del +11,3% nel periodo.

A livello settoriale i principali settori produttivi lucchesi hanno mostrato una dinamica positiva, con l’eccezione della meccanica (309 milioni di euro) che ha registrato un calo delle vendite all’estero (-7,4%) rispetto ai primi sei mesi del 2016 (-10,7% le macchine per impieghi speciali).

Il cartario, primo settore provinciale per valore esportato con 482 milioni di euro nel semestre, è cresciuto del +1,6% grazie all’incremento delle vendite di pasta da carta, carta e cartone (+6,3%), mentre per gli articoli in carta e cartone si è registrata una diminuzione del -1,3%.

In forte ripresa le vendite all’estero della cantieristica, cresciute del +59,8% per complessivi 318 milioni di euro, mentre il comparto alimentare ha recuperato le perdite del primo trimestre tornando in terreno positivo (+1,1%; 146 milioni), nonostante un lieve calo nelle vendite di olio di oliva, semi ecc. (-1,3%). Ancora in flessione il cuoio e calzature (-10,4%).

Un incremento significativo si è registrato per la fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (128 milioni di euro) che ha segnato un +15,2% sul 2016, e per l’industria metallurgica (+30,5%), mentre per l’industria lapidea, del vetro e delle pietre estratte la crescita si è fermata al +1,5% (98 milioni), in recupero rispetto al -5,8% dei primi tre mesi dell’anno. In positivo anche l’industria chimica (+12,0%), che ha beneficiato del buon andamento della farmaceutica (+15,8%), e la gomma e plastica (+6,8%), mentre il tessile e abbigliamento ha registrato un calo del -8,6%.

L’incremento delle vendite all’estero ha interessato tutte le principali aree di destinazione: l’Europa è cresciuta del +6,3% grazie al buon andamento dell’Area Euro (+4,7%) ed Extra-UE (+18,2%), mentre il continente americano (+7,2%) ha registrato un calo nell’area settentrionale (-19,5%) più che compensato dall’incremento di quella centro-meridionale (+51,9%). In lieve aumento le vendite verso l’Asia (+2,3%) e l’Africa (+3,2%), mentre l’Oceania ha segnato un deciso incremento.

La diminuzione delle importazioni provinciali (-2,9%) è determinata principalmente dalla flessione degli acquisti dall’estero dell’industria metallurgica (-40,4%, 43 milioni di euro in meno), legata al forte calo nell’acquisto di rame e altri minerali (-39,4%) dovuto a problematiche produttive delle aziende locali del settore.

Sono cresciuti invece gli acquisti dall’estero dell’industria cartaria (+2,1%), primo settore provinciale per import con oltre 330 milioni di euro, dell’industria alimentare (+21,4%) per la ripresa degli acquisti di oli e semi oleosi dall’estero (+25,0% nel semestre), della chimica-farmaceutica, in ripresa del +1,4% malgrado il calo della farmaceutica (-10,9%), della meccanica (+12,1%), della fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (+3,3%) e dei prodotti agricoli, della caccia e della pesca saliti del +43,7%.

In calo invece gli acquisti dall’estero del cuoio e calzature (-17,5%), del tessile e abbigliamento (-19,8%), della gomma e plastica (-16,4%) e dell’industria lapidea (-8,0%). In caduta libera infine le importazioni della cantieristica nautica, scese del -69,4% nel semestre.

La contrazione degli acquisti dall’estero risulta estesa a tutte le aree geografiche, con l’import dall’Europa in calo del -3,0%, dall’America del -2,7% e dall’Asia del -3,5%.

 

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