Danneggiamenti, denunce e perquisizioni per 10 anarco insurrezionalisti

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PISA – La Digos di Pisa, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha concluso l’indagine sui responsabili dei danneggiamenti procurati in pieno centro, nel Corso Italia, ad opera di numerosi soggetti appartenenti all’area anarco – insurrezionalista , in occasione della manifestazione tenutasi il 3 maggio 2014.
Dieci sono le persone denunciate con l’accusa di avere, nel centro storico di Pisa, danneggiato e deturpato mediante lancio di vernici ed altro materiale le vetrine di esercizi commerciali ed istituti di credito e bancomat, nonché danneggiato sistemi di videosorveglianza del Comune di Pisa recidendo con strumenti da taglio (anche lame da potatura) i cavi in fibra ottica di collegamento delle telecamere (artt. 81 cpv, 110 e 635 c.1 e 2 punto 3 c.p.).
Come si ricorderà, nel corso di quell’iniziativa, di rilievo nazionale e caratterizzata dalla presenza accertata di esponenti dei movimenti anarchici provenienti da molte altre città italiane, furonono commesse numerose azioni di danneggiamento ed imbrattamento contro le sedi di istituti bancari, esercizi commerciali e contro la Scuola Superiore Sant’Anna. Ulteriori danni furono perpetrati nei confronti di diverse telecamere del circuito di videosorveglianza del Comune di Pisa.
La Digos , nei giorni immediatamente successivi aveva provveduto a segnalare all’A.G. innanzitutto gli stessi organizzatori della manifestazione, tutti appartenenti al locale movimento anarchico denominato “Garage Anarchico”. Nei loro confronti scattarono subito le perquisizioni che coinvolsero anche la sede del movimento ove erano stati pianificati i reati commessi nel corso della manifestazione.
Dalle indagini effettuate gli investigatori hanno consatatato come i comportamenti penalmente rilevanti sono stati intrapresi con tecniche e modalità che manifestano evidenti capacità operative e collaudata esperienza da parte degli autori nel compiere danneggiamenti ed imbrattamenti, attraverso l’adozione di azioni dirette a colpire gli obiettivi, evitando in ogni modo di poter essere ripresi dalle telecamere cittadine, ovvero da quelle in uso agli operatori di polizia, nonché approfittando delle condizioni di pericolo per la cittadinanza che avevano costretto chi gestisce l’ordine pubblico a desistere da interventi di forza diretti a impedire che i reati venissero portati ad ulteriori conseguenze, per non compreomettere l’incolumità delle persone.
Una volta identificati gli altri autori sono scattate anche nei loro confronti le perquisizioni domiciliari dalle quali sono emersi ulteriori elementi di prova in ordine alle loro responsabilità.
Degli indagati, sette gravitano tra Pisa e provincia, mentre gli altri tre sono provenienti dalle province di Livorno, Bologna e Como.
Si rammenta che in caso di condanna la sospensione condizionale della pena per questo reato è subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose del reato, che i denuncianti potranno ottenere costituendosi parte civile.

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