“Denuncia aggressione e perde la divisa”, interpellanza di Di Maio

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“Anche se quella divisa è riposta nell’armadio insieme alla forza di mio papà alla sua tenacia e dove l’anta esterna mostra solo debolezza fatica e sofferenza, nulla è cambiato, il suo ruolo statico fermo davanti ai miei occhi è la mia vita, proprio dalla sua stanchezza ho scoperto la meraviglia di essere sua figlia ed ho visto per la prima volta la forza di scardinare la giustizia di tornare a prendere ciò che più gli appartiene la sua dignità..Nunzia Mazzarelli figlia dello Stato.” Così termina la toccante lettera della figlia minore di un poliziotto, inviata alla stampa dal segretario nazionale del Consap Gianluca Pantaleoni. “E’ stata indirizzata senza risposta alcuna alle più alte cariche dello stato dopo la subita e denunciata aggressione in caserma del padre per fatti avvenuti in data 1 dicembre 2011”, si legge nella nota del Consap che riportiamo integralmente: “I fatti sono al vaglio della Magistratura, attesi gli esiti futuri, da quel giorno il poliziotto è caduto in malore dovendo ricorrere con urgenza a prestazioni ospedaliere, una lunga inabilità a svolgere il proprio lavoro e successivamente la dispensa totale dal servizio per inabilità fisica assoluta. Molte sono le denunce sporte da quel poliziotto nei confronti di diversi soggetti della polizia di stato per tentato sequestro di persona, omissione di soccorso, omissione d’atti d’ufficio, abuso d’ufficio e condotte comunque lesive della privacy.
Tra i soggetti accusati dal poliziotto compare Maurizio Gelich  già direttore del servizio tecnico logistico della polizia di stato ed oggi attuale dirigente del compartimento polizia stradale toscana.
La figlia minore, già condizionata da incidenze negative della vita con un fratello maggiore disabile, prende carta e penna e scrive alle più alte cariche dello stato, si appella come figlia dello stato e chiedo dignità per il padre poliziotto. Una lettera toccante non sorte però l’effetto sperato nemmeno dai soggetti che più sono diretti al nostro Dipartimento di Ps, parliamo del Capo della Polizia Alessandro Pansa e il Ministro Angelino Alfano. A distanza di mesi invece su segnalazione successiva ed ulteriore interviene il Vice Presidente della Camera dei Deputati Onorevole Luigi Di Maio con una interpellanza al Ministro dell’Interno richiedendo lumi sulla sua fattiva conoscenza dei fatti nonostante i reiterati appelli della famiglia del poliziotto e se non ritenga comunque di dover disporre una indagine amministrativa interna in via complementare all’iter giudiziario”.

Questo il testo integrale dell’interpellanza di Di Maio:

“Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
al deputato interpellante è stata segnalata una vicenda che – se confermata nella sua veridicità – rappresenterebbe un fatto molto grave;
si tratta di una aggressione che il poliziotto Vincenzo Mazzarelli avrebbe ripetutamente denunciato di aver subito da parte di due suoi colleghi; tale aggressione avrebbe comportato, in un soggetto già da alcuni anni affetto da grave cardiopatia parzialmente invalidante, la totale incapacità lavorativa; le denunce del signor Mazzarelli, nonché dei suoi familiari (la più toccante è quella autografa della figlia adolescente indirizzata alle più alte cariche dello Stato e trasmessa per conoscenza anche ai deputati interpellanti), non hanno ad oggi sortito l’effetto sperato;
ma veniamo ad una più precisa ricostruzione dei fatti: in data 1o dicembre 2011 il signor Mazzarelli, assistente capo della Polizia di Stato in servizio presso gli uffici dei reparti «Tecnico logistico e patrimoniale», con sede a Napoli, in via Miano, n. 2, ha denunciato di aver subito una aggressione sul luogo di lavoro da parte di due suoi colleghi, Luigi Paolone e Luigi Baldassini. Più, precisamente, tale aggressione veniva denunciata dal Mazzarelli con querela del 28 febbraio 2012;
in seguito alla suddetta aggressione, il signor Mazzarelli sarebbe stato colto da malore in quanto soggetto già cardiopatico. Le conseguenze di tale malore venivano aggravate dal fatto che lo stesso veniva lasciato per lungo tempo privo di soccorsi all’interno degli uffici di pubblica sicurezza presso cui era in servizio, ubicati nel Parco di Capodimonte; già a suo tempo la moglie del predetto Mazzarelli, signora Maria Rosaria Di Guida denunciava l’omissione di soccorso e il conseguente grave peggioramento delle condizioni di salute del marito. A seguito dell’archiviazione di detta procedura in ragione di tale condotta, lo stesso presentava in data 11 agosto 2014 denuncia nei confronti di Maurizio Gelich, Sergio Dell’Aversana Orabona, Antonio Panico, Aurelio Tavone, Lorenzo Maio per i reati di omissione di soccorso aggravata da lesioni gravissime, tentato sequestro di persona, sempre con riferimento ai fatti avvenuti in data 1o dicembre 2011;
a seguito dell’aggravamento delle proprie condizioni, il Mazzarelli riportava una prolungata inabilità a svolgere il proprio lavoro e successivamente è stato dispensato dal servizio per «inabilità fisica assoluta» dalla Commissione medica ospedaliera di Caserta, in data 28 marzo 2013;
successivamente, in data 30 luglio 2013, il signor Mazzarelli sporgeva un’ulteriore denuncia nei confronti di Maurizio Gelich, direttore del servizio tecnico-logistico della polizia di Stato e di Luigi Vivolo, medico della polizia di Stato, entrambi pubblici ufficiali, per aver assunto determinazioni assolutamente contrarie alla legge nell’ambito della procedura attivata nei suoi confronti, quale dipendente della polizia di Stato, per la verifica delle condizioni di salute. In relazione a tale denuncia, è attualmente pendente riserva del Giudice per le indagini preliminari di Napoli all’esito dell’udienza camerale celebratasi in data 15 gennaio 2015;
nel settembre 2014, il signor Mazzarelli ha sporto ulteriore denuncia nei confronti di Maurizio Gelich, Sergio Orabona, Antonio Panico, Aurelio Tavone, Lorenzo Maio per omissione d’atti d’ufficio, abuso d’ufficio e condotte comunque lesive della privacy;
giova peraltro precisare che, sempre su iniziativa di Maurizio Gelich, il Mazzarelli in ragione delle dichiarazioni dei colleghi aggressori Baldassini e Paolone, è stato sottoposto a procedimento disciplinare in conseguenza dei fatti del 1o dicembre 2011;
altresì nel novembre 2014 il Mazzarelli ha sporto un’ulteriore denuncia nei confronti del funzionario della polizia di Stato Pasquale Carbonaro per comportamenti vessatori tenuti nei confronti del predetto aventi ad oggetto il tentativo di coartarlo a ricevere, in modo assolutamente irrituale e al di fuori di qualsiasi protocollo, l’atto d’avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti, nonostante lo stesso si trovasse in condizioni d’inabilità presso la propria abitazione. Tali fatti sarebbero avvenuti il 5 marzo 2012;
anche dalla ricostruzione cronologica dei fatti si comprende la gravità di quanto avvenuto e la assoluta necessità di fare al più presto piena luce, anche perché sarebbe probabilmente opportuno che i responsabili di simili vicende sia precluso un avanzamento di carriera, diversamente da quanto sta avvenendo – secondo quanto risulta al deputato interpellante – per almeno uno dei soggetti citati –:
se il Ministro interpellato sia a conoscenza di quanto descritto e, qualora non lo fosse, come ciò sia possibile alla luce dei reiterati appelli rivolti, tra gli altri, anche alla sua persona dai familiari del signor Mazzarelli;
se il Ministro interpellato non ritenga di dover disporre una indagine amministrativa interna alla polizia di Stato che – in via complementare all’iter giudiziario della vicenda – indaghi su quanto realmente avvenuto nella mattina del 1o dicembre 2011 presso gli uffici «Tecnico logistico e patrimoniale» siti in via Miano, n. 2.

2 comments

  1. max 26 marzo, 2015 at 22:46 Rispondi

    Persone del genere dovrebbero perdere la divisa, invece al solito paga chi ha il coraggio e la dignità di dire basta… Spero che ci sia giustizia…

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