Dipendenza da gioco, fenomeno in crescita: gli enti uniscono le forze per combatterla

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LUCCA – La dipendenza da gioco d’azzardo anche a Lucca è un fenomeno in crescita. Secondo i dati del Sert dell’Azienda Usl 2 (relativi al 2013) fra le persone che ogni anno chiedono aiuto in larga maggioranza si tratta di adulti (89), spesso con un lavoro (42) o pensionati (17), sposati o conviventi (in 52 casi). La grande facilità ad accedere al gioco d’azzardo (con online e slot) ha diffuso il problema anche tra i giovani sotto i 29 anni (9 casi), facendo emergere ancora di più l’esigenza di far fronte con programmi di prevenzione, oltre che di cura, rivolti anche agli adolescenti.

Per contrastare la diffusione di questo problema, la Fondazione Banca del Monte si è fatta promotrice di un progetto che ha messo in rete i diversi soggetti che, ciascuno nel proprio ambito, sono impegnati a combattere il fenomeno: Ceis Giovani e Comunità, Caritas della Diocesi, Prefettura, Provincia e  Azienda Usl 2 di Lucca. L’iniziativa prende il titolo di “Gambling nella rete. Come coniugare e implementare un progetto di intervento tra prevenzione e trattamento” e mira a realizzare azioni di sistema per contrastare il fenomeno della dipendenza da gioco, attraverso diverse fasi: la prevenzione e l’informazione sul fenomeno, il trattamento dei giocatori con particolare attenzione agli adolescenti e il sostegno ai giocatori problematici e ai loro nuclei familiari.

A presentarlo questa mattina alla stampa, nella sede della FBML, il presidente Alberto Del Carlo, il prefetto Giovanna Cagliostro, il comandante della Compagnia di Lucca della Guardia di Finanza Antonio Manzelli, il vicepresidente FBML Ilaria Maffei, l’assessore alle politiche giovanili della Provincia di Lucca Federica Maineri, la responsabile del SerT dell’Azienda Usl 2 Lucca Ellena Pioli, il direttore della Caritas Diocesana Donatella Turri, il presidente del Ceis Don Bruno Frediani.
La complessità dei bisogni del giocatore e della sua famiglia e la carenza dei fondi a disposizione hanno messo in evidenza come la questione non sia affrontabile da un singolo servizio specialistico,  ma debba essere vista in un’ottica di sistema di più soggetti. A fronte di tali considerazioni è nato un tavolo di lavoro permanente che riunisce il Ceis di Lucca, che da anni segue la problematica, il Sert dell’Asl, che dal 2001 ha attivato un ambulatorio per la valutazione e il trattamento del giocatore d’azzardo patologico e la sua famiglia, la Prefettura di Lucca, la Caritas diocesana, che collabora attuando percorsi complementari a quelli riabilitativi, e il settore politiche sociali della Provincia di Lucca, che ha mantenuto negli anni una prassi operativa di tipo preventivo mirata al target giovanile, coinvolgendo le scuole superiori.

 

Con la collaborazione della Provincia e della Prefettura, sono infatti state coinvolte le scuole secondarie di secondo grado del territorio, con la partecipazione di circa 240 studenti, di 4 istituti, in diverse attività per sensibilizzare ai rischi collegati al gioco di azzardo.

 

Da recenti studi epidemiologici commissionati dalla Regione Toscana si stima infatti che il gioco d’azzardo patologico coinvolga dall’0,8 al 1,5% della popolazione adulta, con punte di quasi il doppio fra i giovani (5/6%). Fra gli studenti toscani (14/19 anni) è stata rilevata una prevalenza media di giocatori problematici del 9,8%. La distribuzione percentuale dei soggetti con “gambling” (termine che in inglese significa “giocare d’azzardo”, e che in psicologia indica la patologia collegata) è diversificata da provincia a provincia: tra i primi posti ci sono Pistoia (13,5%), Massa Carrara (13,2%) Grosseto (13%) e Livorno (12,2%); in linea con il valore medio Firenze (9,5%); per contro Lucca (6,7%) e Arezzo (6,2%) risultano quelle con le minori prevalenze di studenti con la propensione al gioco, province dove gli interventi di prevenzione e cura sono una dimensione consolidata. È  opportuno perciò sottolineare la priorità di implementare interventi di prevenzione primaria e secondaria sul target giovanile.

 

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