Don Euro, indagato anche il Vescovo di Massa: l’indagine partita dalla denuncia di Francesco Mangiacapra

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MASSA – Don Euro, indagato il vescovo di Massa. A confermarlo è la Procura.  Impiego illecito di denaro e truffa, le ipotesi di accusa. “E’ tutto un grande equivoco”, queste le parole del legale che difende il vescovo Giovanni Santucci.  L’indagine era iniziata oltre un anno fa, dopo la denuncia di Francesco Mangiacapra, gigolo’ napoletano con il quale il prelato, usando i soldi delle offerte dei parrocchiani, aveva avuto rapporti sessuali in noti hotel e consumato lussuose cene in ristoranti. La vicenda è nota, e TGregione.it, in numerosi articoli, l’ha raccontata passo passo. Francesco, l’escort partenopeo, che della sua vita di gigolò ha fatto un libro, “Il Numero Uno, Confessioni di un marchettaro”, che la nostra testata, con Letizia Tassinari e Aldo Belli, ha avuto il piacere di presentare a Torre del Lago, nell’ambito del festival culturale organizzato dal Baddy, aveva portato alla luce la losca vicenda, persino sui canali nazionali, in primis Le Iene. Non solo, Mangiacapra aveva anche scritto allo stesso vescovo di Massa, ma la sua lettera denuncia era rimasta senza risposta.

E’ di oggi la conferma dell’avviso di garanzia anche al vescovo della provincia apuana, ma la sua posizione, a quanto emerso, è marginale. “Acquisizione illecita di ingenti somme di denaro, nella sua veste di ministro del culto”: con questa accusa la Procura aprì nel febbraio dello scorso anno il fascicolo di inchiesta su Don Euro, parroco di Caniparola, in Lunigiana, accusato da numerosi fedeli di aver usato i loro soldi per “vizi”.  Il Vescovo risulta indagato di “impiego indebito di denaro” e “tentata truffa” a seguito di due episodi accertati dalla magistratura: “Prelevò 1.000 euro dal fondo della Fondazione Pie Legati, che raccoglie le elargizioni dei fedeli di tutte le curie italiane per consegnarli a don Morini, senza alcuna spiegazione”, come spiegato  dalla pm Alessandra Conforti e dal procuratore generale Aldo Giubilaro. Sempre secondo le accuse il Vescovo “fece pressione sulla Cattolica Assicurazione per aumentare il punteggio di invalidità di don Morini e permettergli maggiori vantaggi economici”.  La Procura ha sequestrato a don Morini 700 mila euro in contanti e 150 mila euro in pietre preziose.

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