Doppio colpo: in manette la rapinatrice, nella sua casa a Lucca ritrovata la pistola

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LIVORNO – È stata arrestata nelle prime ore del mattino di oggi la donna ritenuta responsabile delle rapina alla Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci del 10 marzo scorso e all’Ufficio Postale di Marina di Cecina

Le indagini della Squadra Mobile di Livorno, diretta dal dottor Giuseppe Testì, anni addietro vice dirigente del Commissariato di Polizia di Polizia di Viareggio, e del Commissariato di Cecina sono partite dall’unico punto fermo indicato di testimoni della rapina presso l’Ufficio Postale: la rapinatrice, raccontarono i testimoni, si allontanava velocemente dal luogo del reato a bordo di una vettura di cui fu fornito il numero di targa “parziale.” Inoltre, uno dei testi ricordava il vistoso colore arancione del giubbino che indossava la rapinatrice, mentre si allontanava a passo spedito. Tutti i testimoni concordemente indicavano l’autore della rapina in una donna di mezz’età. L’indagine si concentrava dunque inizialmente sulla parziale indicazione della targa dell’auto e consentiva di risalire dapprima alla completa sequenza alfanumerica della targa e poi di conseguenza al legittimo proprietario della stessa. L’uomo convocato in Questura confermava di essere in possesso dell’auto e di non averne subito il furto ,dichiarando che si trattava del mezzo normalmente in uso a lui e alla sua convivente, tale Stefania Lotti. La donna, che corrispondeva alle descrizioni della rapinatrice fornite dai testimoni, appariva la principale indiziata della perpetrazione della rapina. Pertanto la sua immagine fotografica veniva confrontata con le immagini del sistema di video sorveglianza interno all’ufficio postale e con le immagini della rapina consumata in danno della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci di via del Mare ad opera di una rapinatrice solitaria. In particolare, le immagini dell’impianto di video sorveglianza di quella banca consentivano di accertare che la Lotti era proprio la donna armata di pistola che il 10 marzo scorso entro’ all’interno dei locali per consumare la rapina.

La perquisizione a casa della donna, a Lucca, consentiva di ritrovare la pistola usata nelle due rapine e, soprattutto, i capi di abbigliamento ripresi dalle telecamere e si scoprire lo stratagemma utilizzata dalla donna per confondere i testimoni e eludere le investigazioni: dopo la rapina all’ufficio Postale di Marina di Cecina la Lotti accortasi di essere stata scoperta e forse anche di essere stata ripresa dalle telecamere esce dai locali dell’ufficio postale per non farsi riconoscere indossa il giubbino, poi ritrovato all’interno della sua abitazione, rovesciato mostrando la parte interna con la fodera di colore arancione invece che la parte esterna di colore verde.
Per questo motivo, uno dei testimoni, sviando involontariamente le indagini nella loro fase iniziale, descriveva la donna vestita da un giubbino di colore arancione acceso.

La rapinatrice ha spiegato di aver perpetrato le due azioni criminose, poiché stava attraversando dei momenti di difficoltà emotiva ed economica, legati principalmente alla perdita del lavoro, nonché per fornire un aiuto finanziario al figlio Diego. Per tale ragione, l’indagata avrebbe deciso di tentare, dapprima, una rapina presso una Banca di Livorno e, non ottenendo alcun provento, avrebbe poi deciso di perpetrarne un’altra a Cecina.

Nel corso della perquisizione veniva ritrovata e sequestrata l’arma utilizzata dalla donna per minacciare clienti e dipendenti della banca e dell’ufficio postale rapinati: una pistola giocattolo, sprovvista del tappo rosso, con caricatore estraibile 236.

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