Droga: traffico tra Albania, Germania e Italia, 11 arresti

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FIRENZE – Droga: traffico tra Albania, Germania e Italia, 11 arresti

E’ stata sgominata dai Carabinieri l’organizzazione criminale specializzata nel traffico di cocaina e marijuana tra Albania, Germania e Italia.

Dalle prime ore della mattina sono stati eseguiti ordini da parte dei militari del comando provinciale di Firenze 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip su richiesta della Dda fiorentina.

I destinatari delle misure sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all’acquisto, raffinazione, commercio, trasporto, importazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli arresti sono eseguiti in Italia, Albania e Germania.

L’attività di indagine, condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Firenze e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura Fiorentina – PM  Luigi Monferini – prende il via nell’ottobre del 2015, allorquando i carabinieri nel corso di accertamenti finalizzati a risalire ad un canale di rifornimento di stupefacenti in città, hanno individuato un’organizzazione criminale, con base a Firenze, dedita all’importazione ed allo spaccio di notevoli quantità di cocaina e marijuana. Sin dalle prime attività di controllo del territorio e dai primi riscontri informativi i militari sono stati in grado di disegnare l’intero organigramma del sodalizio, composto perlopiù da soggetti di nazionalità albanese. L’attività info investigativa ha poi trovato immediato riscontro grazie all’arresto in flagranza di reato di uno dei componenti l’organizzazione trovato in possesso di circa un chilogrammo di cocaina. Le successive indagini, condotte sia mediante attività tecniche che, soprattutto, a mezzo classiche metodologie investigative (pedinamenti, servizi di osservazione ecc.), facevano emergere un gruppo criminale, formato da 11 persone, dedito al traffico transnazionale di cocaina proveniente dai paesi del Nord Europa.

Capo indiscusso del sodalizio è stato individuato nel 32enne albanese  Besmir Shenaj, da diversi anni in Italia, già incappato nelle maglie della giustizia per precedenti arresti sempre legati al mondo della droga. L’uomo, molto accorto e sospettoso, pochi giorni dopo l’arresto del complice, temendo di essere stato scoperto, si era trasferito in Germania nella cittadina di Erfstadt, località diventata sicuramente la base decisionale del sodalizio nonché ritenuta sulla base delle attività svolte anche il punto di smistamento dello stupefacente proveniente dai vicini Paesi Bassi per poi proseguire verso l’Italia.

Particolarità che contraddistingue l’organizzazione criminale smantellata è sicuramente il forte legame che buona parte dei componenti, a prescindere dai ruoli rivestiti, aveva. Infatti su 9 dei soggetti di nazionalità albanese ben 7 sono legati tra loro da un vincolo di sangue, in quanto cugini di primo grado.

Alle dirette dipendenze dello Shenaj vi erano i referenti per il mercato italiano Edmond Ferzaj,  Bruno  Hazhiraj(41enne), i fratelli Arber ed Alkens Carcani (di 33 e 31 anni), nonché i corrieri   Vladimir  Skendo(56enne) e  Shpresim Heta (34enne), tutti albanesi provenienti da Valona.

Il sistema di spedizione, come monitorato in più occasioni, era assolutamente rodato e, per alcuni tratti, anche singolare. La particolare cura che il sodalizio poneva nell’organizzazione logistica e negli accorgimenti per evitare che i carichi venissero intercettati dalle Forze dell’Ordine era maniacale. Lo Shenaj, scaltro nell’organizzare piccole ma frequenti spedizioni (generalmente di poco superiori al chilogrammo),  si avvaleva infatti o dei componenti il sodalizio che ad un controllo di polizia risultavano incensurati, oppure di terzi esterni all’organizzazione che si prestavano al trasporto. Inoltre, era consuetudine celare la vera natura del viaggio con impieghi di facciata quale, ad esempio, il trasporto di auto destinate all’esportazione nel mercato extra UE. Più precisamente, l’organizzazione utilizzava auto che venivano acquistate in Germania, intestate al corriere e ritargate con il contrassegno necessario per l’esportazione in paesi extra UE, nello specifico in Albania. Durante il viaggio, poi risultato strumentale, veniva eseguito il trasporto della droga che si fermava a Firenze.

I Carabinieri sono riusciti ad intercettare alcuni carichi, arrestando in flagranza i corrieri. Un trasporto è stato intercettato il 24 marzo 2016 a Dicomano (FI), quando è stato arrestato un 32enne albanese trovato in possesso di 100 grammi di cocaina; un secondo sequestro è stato effettuato il 30 marzo 2016 a Campi Bisenzio, allorquando a cadere nella rete dei militari fu  Angelo Riccardi (38enne residente a Borgo San Lorenzo), unico italiano organico al sodalizio, trovato in possesso di circa 1,5 kg di cocaina; il terzo rinvenimento è stato effettuato il 1° settembre 2016 a Prato. In quella circostanza fu arrestato un corriere di nazionalità albanese ( Gentjan Nazaj, di 40 anni) trovato in possesso di ben 19 kg circa di marijuana, nascosti all’interno della cabina del proprio camion.

Nel corso delle indagini sono stati inoltre individuati alcuni soggetti che, dopo aver acquistato cocaina dal gruppo albanese, rivendevano al dettaglio lo stupefacente nelle province di Firenze e Prato. È il caso di  Soufiane Mazzi, cittadino marocchino di 30 anni residente a Prato, in possesso di regolare permesso di soggiorno, anch’egli tratto in arresto nel corso dell’operazione. Le indagini hanno appurato che egli acquistava dal gruppo albanese, con regolarità, la cocaina che poi spacciava al dettaglio nella zona di Prato.

L’individuazione dei soggetti e l’acquisizione degli elementi probatori è stata alquanto complessa a causa della loro scaltrezza. Non di rado, ad esempio, nel corso dei pedinamenti gli indagati effettuavano continue manovre diversive (improvvise ed inspiegabili inversioni di marcia, più giri di rotatorie, passaggi con semaforo rosso ecc.) al fine di accertarsi di non essere seguiti.

All’esito della complessa ed articolata attività investigativa, resa particolarmente difficile anche dall’abitudine dei soggetti di inviarsi messaggi telefonici contraddittori per sviare eventuali Forze dell’Ordine sulle loro tracce, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze Erminia Bagnoli, accogliendo la richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato l’intera indagine, emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei citati 11 soggetti, alcuni dei quali, anche in seguito ai ripetuti arresti e sequestri, avevano deciso di far rientro in Albania ed in Germania.

Singolare il caso di Besmir Shenaj, il cui soprannome – “il Moro” – ha dato il nome all’operazione. Come detto, immediatamente dopo l’arresto di uno dei suoi sodali, temendo di essere stato scoperto, decise di lasciare l’Italia e riparare in Germania. Successivamente la Procura della Repubblica di Prato emise a suo carico un ordine di carcerazione in seguito ad una condanna definitiva (per detenzione di stupefacenti) a 2 anni e 3 mesi di reclusione. Venne quindi emesso un mandato d’arresto europeo. Le informazioni in possesso dei Carabinieri permisero di localizzare ed arrestare l’uomo al confine tra l’Olanda e la Germania. Shenaj venne quindi estradato in Italia nel mese di novembre 2016. Grazie ad una norma che consente la liberazione anticipata a condizione che il condannato (con pena residua da espiare non superiore a 2 anni) sia espulso dal territorio nazionale, senza potervi fare rientro per i successivi 10 anni, l’uomo venne scarcerato dopo due mesi circa e rimpatriato in Albania.

Le misure cautelari sono state eseguite sia in Italia che all’estero. In Italia sono stati rintracciati ed arrestati  Edmond Ferzaj (detenuto presso il carcere di San Gimignano), i fratelli Carcani (rintracciati in un’abitazione di Dicomano), Soufiane Mazzi (presso la sua abitazione di Prato) e I Angelo Riccardi (rintracciato a Borgo San Lorenzo). Nel corso dell’operazione finalizzata alle catture sono stati impiegati circa 50 Carabinieri del Nucleo Investigativo, delle Compagnie di Firenze e Borgo San Lorenzo, nonché del Comando Provinciale di Prato. Hanno altresì operato nr. 2 unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili di Firenze e Pesaro. Grazie al prezioso coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno, la Polizia Albanese e tedesca hanno tratto in arresto Besmir Shenaj , runoHaxhiraj,   Shpresim Heta e  Vladimir Skendo.

Sono in corso le ricerche degli altri 2 componenti la banda, tutti albanesi, localizzati all’estero, da parte della Polizia tedesca e albanese. Per gli indagati arrestati in Albania saranno avviate le procedure per l’estradizione in Italia.

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