Due arresti in flagranza, il questore si congratula con i suoi uomini

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PRATO – Vivo apprezzamento è stato espresso ai suoi uomini dal Questore di Prato Filippo Cerulo per due brillanti arresti in flagranza effettuati delle Volanti nella serata di sabato scorso, con il primo episodio che ha visto gli Agenti riuscire, anche grazie al prezioso contributo di un appartenente della Polizia Penitenziaria, a bloccare un ladro italiano che si accingeva a forzare uno studio medico di via Lepanto, mentre la seconda vicenda ha addirittura permesso di assicurare alla giustizia, dopo un lungo funambolico inseguimento sulla collina di Schignano, un pregiudicato albanese resosi autore, insieme ad un complice, di un’efferata rapina in zona Grignano, in danno di una giovane donna pratese.

Erano infatti le 21.40 circa, quando un equipaggio delle Volanti è stato inviato in via Lepanto, per segnalazione di furto in atto in danno di uno studio medico, ad opera di un individuo che, con attrezzi da carpentiere, stata cercando di forzare una delle porte di accesso dei locali. La segnalazione proveniva da un appartenente della locale Polizia Penitenziaria che, libero dal servizio, notata la scena, aveva immediatamente richiesto l’ausilio delle Volanti i cui Operatori, al loro silenzioso arrivo, senza utilizzo di sistemi sonori o luminosi di emergenza, sono riusciti a sorprendere il ladro ancora intento nella sua azione furtiva. Intimato immediatamente di posare a terra gli attrezzi che aveva in mano, l’uomo ha accennato a una pericolosa reazione, bloccata sul nascere dagli Agenti, che lo hanno poi messo in sicurezza, sequestrandogli lo scalpello di cui era in possesso, rinvenendogli peraltro addosso anche il portafogli che un peruviano residente in provincia di Firenze aveva denunciato come smarrito nella medesima giornata. Compiutamente identificato il ladro per un quarantenne poggese, pluripregiudicato per fatti specifici, è stato pertanto condotto in Questura e definitivamente tratto in arresto nella flagranza del reato di tentato furto aggravato.

 

Alle successive ore 00.25 circa della notte, la Centrale Operativa della Questura di Prato dava nota alle Volanti di una rapina appena avvenuta in via G. Borselli, in zona Grignano, in danno di una giovane donna pratese che, minacciata da due giovani stranieri dell’est in strada, era stata privata con violenza del suo telefono cellulare, della propria borsa e della sua Toyota Yaris, con i rapinatori che si erano poi dati alla fuga in direzione nord della città, facendo perdere le proprie tracce. In particolare si apprendeva che la pratese era stata aggredita nel momento in cui aveva appena parcheggiato la propria Yaris, con uno dei due rapinatori, entrambi armati di coltello, che le aveva intimato di consegnare il telefono cellulare e che, al tentativo della stessa di richiudersi in auto, l’aveva bloccata salendo sopra e schiacciando fisicamente la donna, momentaneamente immobilizzandola, per poi insieme all’altro malfattore scaraventarla fuori dall’abitacolo, mettere in moto e darsi alla fuga. Tuttavia parte della drammatica scena era stata notata da una coppia di pratesi di passaggio con la propria auto in zona, i quali hanno soccorso immediatamente la donna, che è così riuscita a telefonicamente fornire alla Centrale Operativa della Questura, grazie all’aiuto della coppia, tutti i particolari della vicenda, con una delle Volanti allertate che ha intercettato poco dopo la Yaris lungo viale Nam Dhin, in direzione nord. Ne è nato un lungo inseguimento che si snodava su via 7 Marzo, fino alla tortuosa salita per Schignano, dove i due rapinatori in fuga erano inevitabilmente costretti a rallentare, peraltro tallonati da una seconda Volante nel frattempo rapidamente portatasi in ausilio alla prima. Fermata la Yaris, i malfattori hanno tentato così di scendere dall’auto e darsi alla fuga nel bosco, cosa che è riuscita ad uno di essi mentre l’altro, il passeggero, veniva dopo un lungo inseguimento piedi, grazie all’uso delle torce elettriche, definitivamente rintracciato, bloccato, messo in sicurezza, quindi trovato ancora in possesso del telefono cellulare e dei soldi nel frattempo asportati dalla borsa della ventottenne pratese. Compiutamente identificato per un diciannovenne albanese residente a Pistoia, straniero regolarmente soggiornante in Italia ma con svariati procedenti di polizia per reati contro il patrimonio, è stato trovato in possesso anche del pericoloso coltello a serramanico di cui si era servito nella rapina, con lama da 9 cm, venendo poi condotto in Questura dove è stato riconosciuto senza ombra di dubbio dalla pratese quale uno dei protagonisti della vicenda, che è poi rientrata in possesso in sede di formalizzazione di denuncia di tutti e suoi averi nonché dell’auto rapinatale, con definitivo arresto del pregiudicato albanese per il reato di rapina aggravata in concorso con persona al momento ancora da identificare.

 

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