Eletrodotto Terna: ““Basta tergiversare, la Regione faccia chiarezza”

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FIRENZE – «Non sono contento della risposta dell’assessore Marson alla mia interrogazione presentata la scorsa settimana “in merito al progetto dell’elettrodotto nelle province di Lucca e Pisa”». È quanto commenta il capogruppo di Più Toscana in Regione, Antonio Gambetta Vianna.

«Infatti – prosegue –, ciò che manca nella risposta è la chiarezza su cosa intenda fare la Regione e se sia favorevole o meno alla realizzazione dell’elettrodotto. Da un lato si dice che “dal punto di vista dell’impatto paesaggistico la soluzione di progetto in esame è sicuramente impattante in quanto detemina un’interferenza con aree tutetale per legge (fiumi e boschi)” e con altre aree di “notevole interesse pubblico” come il “territorio delle colline e delle ville lucchesi, sito nei comuni di Lucca, San Giuliano Terme, Massarosa, Montecarlo, Altopascio e Porcari”, la “zona del versante occidentale dei monti che guardano il bacino del lago di Massaciuccoli interessante il territorio dei comuni di Lucca e Massarosa”, “la zona comprendente l’area intercomunale costiera, la pianeta di ponente e frange, la tenuta già Giomi e l’area ex Albergo Oceano, ricadenti nei comuni di Pisa, Vecchiano, San Giuliano Terme, Massarosa, Viareggio e Camaiore”, e la “località di Cerasomma, frazione di Rpafratta, sita nel comune di San Giuliano Terme”.

Dall’altro, però, si dice che “la Regione potrà esprimere un parere definitivo sulla compatibilità paesaggistica ed ambientale dell’intero progetto solo a seguito dell’esame delle alternative” proposte da Terna. Mi sembra che ciò sia molto contraddittorio. Infatti, se da un lato si dice che il progetto è “sicuramente impattante”, è inutile attendere le eventuali integrazioni a questo progetto. Le Amministrazioni locali hanno già espresso la loro negatività all’elettrodotto di Terna e anche le Sovrintendenze per i Beni Architettonici di Lucca e di Pisa si sono espresse “con parere negativo sul progetto”. Non vedo perché la Regione debba continuare a tergiversare – conclude Gambetta Vianna –, andando contro alle volontà del territorio e alla stessa disciplina dei beni paesaggistici»

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