Emergenza nutrie, Coldiretti scrive ai sindaci

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TOSCANA – Emergenza nutrie in Toscana. Provocano danni alle produzioni agricole e alle infrastrutture come strade, canali ed argini aggravando l’instabilità idrogeologica di un territorio già molto fragile. La presenza sempre più numerosa di questi animali che hanno colonizzato gli ambienti fluviali e le aree particolarmente ricche di corsi d’acqua e zone agricole ha spinto ColdirettiToscana (info su www.toscana.coldiretti.it / www.facebook.com/ColdirettiToscana a scrivere ai sindaci dei comuni toscani per chiedere una prima fase di “monitoraggio” sulla popolazione presente nei singoli territori anche in virtù del fatto che il D.L. n. 91/2014, convertito con la Legge n. 116/2014, è stato modificato l’art. 2 comma 2 della Legge n. 157/1992 ha trasferito agli la competenza della gestione della nutria da Regione e Provincia direttamente ai Comuni, a cui è riconosciuta la possibilità di gestire il sovrappopolamentodell’animale infestante utilizzando anche sistemi adoperati per le specie nocive (es. derattizzazioni). Lo stesso decreto ha modificato anche lo status della nutria da specie protetta a “specie nociva”, dunque come altri animali infestanti e dannosi. La lettera scritta da Coldiretti è un’azione “preventiva” per dare una dimensione ad un fenomeno che, in alcune aree, comincia ad avere dimensioni preoccupanti. La modifica legislativa – spiega Coldiretti – ha trasferito la competenza della gestione della nutria da Regione e Provinciadirettamente ai Comuni, a cui è riconosciuta la possibilità di gestire il sovrappopolamento dell’animale infestante utilizzando anche sistemi adoperati per le specie nocive (ad esempio derattizzazioni).

Si tratta, al momento, di un’azione “conoscitiva” – precisa Coldiretti – per dare una dimensione ad un fenomeno che, in alcune aree, comincia ad avere dimensionipreoccupanti. I “buchi” scavati dalle nutrie fino a qualche anno fa molto rari, ora iniziano a non esserlo più lungo i corsi d’acqua. “Allo stato attuale – prosegue Coldiretti – è impossibile avere una stima della popolazione; quello che sappiamo, e lo possiamo constatare è che i danni provocati dalle nutriesono in forte crescita così come le segnalazioni da parte degli agricoltori. La dove è necessario i comuni hanno ora la competenza per attivare tutte le misure necessarie al contenimento della specie”.

Le nutrie costituiscono un vero pericolo per la sicurezza della comunità, non solo per gli agricoltori. Le nutrie sono particolarmente dannose perché creano le tane in prossimità di canali ed arginature scavando lunghe ed ampie gallerie provocando crolli edesondazioni. Si originano così – continua la Coldiretti – fenomeni diabbassamento delle strade poderali che, oltre a rendere difficoltosa e pericolosa il transito dei trattori, mettono in grave pericolo la sicurezzaidraulica. Ad essere a rischio quindi è la tutela dell’ambiente e la sicurezza di tutti i cittadini ma anche il reddito delle imprese agricole perché le nutrie nutrendosi dei germogli di piante erbacee ed arboree, rasano i campi di cereali mettendo a serio rischio la produzione e, di conseguenza, la redditività delle impreseagricole locali.

C’è anche un problemadi salute. La nutria è portatrice di un rischio di diffusione della Leptospirosi con una percentuale di animali (10-60%) mostra positività anticorpale ed è esposta all’infezione (probabilmente a causa del contatto con il Ratto Rattusnorvegicus).

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