Endocrinolgia: indietro, non c’è posto. A Pistoia 18 mesi di attesa

PISTOIA – Endocrinologia: state indietro, non c’è posto. Almeno non fino al 3 ottobre 2019. Tra un anno e mezzo. Diciotto mesi. Accade a Pistoia e a riportare la storia dell’anziano paziente con noduli tiroidei da tenere sotto controllo approfondendone la natura sono le pagine locali de La Nazione. Il problema degli accessi alle endocrinologie non è nuovo alla Toscana, ma: «Proprio in questi giorni – interviene il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti – stavo conducendo per conto mio una ricognizione generale sui tempi d’attesa per prestazioni diagnostiche e visite specialistiche. La mia intenzione era verificare se ed eventualmente quali effetti abbia portato sui tempi d’attesa la riforma del sistema sanitario attuata dalla maggioranza regionale nel 2015».

Ebbene: «Quanto all’area vasta Toscana Centro – riepiloga Marchetti – avevo notato che nell’ultimo report aziendale disponibile (in allegato, ndr) di monitoraggio sui tempi medi d’attesa, relativo al dicembre scorso,  le caselle per la visita endocrinologica a Pistoia rimanevano vuote. Ora so perché: sono riempite dal disagio dei pazienti».

Eppure: «La visita endocrinologica – osserva il capogruppo azzurro in Regione – è tra quelle monitorate e per le quali la legge 493 del 2011 stabilisce un tempo massimo di erogazione tra i 10 giorni per le visite richieste in ‘breve’ e i 30 per le ‘differibili’. Sulla stampa leggo che il caso riportato avrebbe avuto carattere di urgenza. Tuttavia – prosegue Marchetti – anche si fosse trattato di prestazione ‘programmata’ e dunque senza tetti massimi di tempo d’attesa beh: c’è sempre il buon senso e il diritto alla salute a far da guida per azioni e valutazioni. La nostra posizione è sempre la stessa: ricorrere ad accordi mirati col privato sociale o col privato accreditato per l’abbattimento della lista d’attesa specifica ormai sfuggita dalle mani, in questo caso endocrinologia, per il tempo necessario ad esaurirla e ritrovare un ‘punto zero’».

I pazienti del caso specifico annunciano di ricorrere alle prestazioni intramoenia. Lì il calendario segna tre giorni d’attesa. Ma si paga. Diritto al rimborso per erogazione della visita in regime di extramoenia oltre i tempi di legge? «Nulla, perché quello lo si ottiene solo se non ci sono spazi in area vasta e invece, stando al report di dicembre, in altri distretti tempi congrui ve ne sono. Eccolo l’unico effetto contingente della riforma sanitaria del 2015 che vedo sulle liste d’attesa: oltre che alle prestazioni, ora non si accede nemmeno ai rimborsi. Davvero un colpo da maestri…».