Estorsione aggravata dal metodo mafioso nel grossetano, due arresti

0

GROSSETO – Dalle prime ore della mattinata a Follonica, in provincia di Grosseto, i Carabinieri del comando provinciale, in collaborazione con la Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione a due misure cautelari in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Firenze su richiesta della locale Dda, per estorsione aggravata dal metodo mafioso a carico di un professionista del luogo e di una persona, già nota alle forze dell’ordine, di origine catanese. Si tratta di Evans Capuano, toscano, classe 1960, residente a Follonica, di professione commercialista, e di Angelo Murè,  catanese classe 1970, residente a Scarlino, imprenditore, con precedenti penali per associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio e danneggiamento seguito da incendio nonché pregiudizi di polizia per estorsione e minacce aggravate.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP presso il Tribunale di Firenze su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del locale Procura della Repubblica in relazione ai gravi indizi di colpevolezza raccolti nei confronti degli odierni arrestati, ritenuti, in concorso tra loro, responsabili del reato di estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso (art. 629 I e II co. C.p. e art. 7 D.L. n. 152/91) nonché, a vario titolo e in concorso con altri, di furto, lesioni personali e danneggiamento seguito da incendio.

Le indagini, coordinate dalla DDA e condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Grosseto con il contrbuto del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, si sono protratte dal settembre 2014 al gennaio del 2016 e hanno consentito di ricostruire come il CAPUANO, avvalendosi della collaborazione del MURE’ e di altri soggetti gravati da precedenti penali e di polizia, abbia posto in essere nei confronti di un imprenditore al quale aveva affittato dei capannoni per l’esercizio di attività economiche, una serie di atti intimidatori di crescente intensità al fine di rientrare in possesso dei suddetti capannoni estromettendo l’imprenditore dalle attività avviate, fino a costringerlo a cessarle e a trasferirsi altrove. Lo stillicidio di atti intimidatori al quale l’imprenditore e alcuni dei suoi collaboratori sono stati sottoposti va dalle minacce rivolte verbalmente anche all’incolumità dei familiari, alle percosse, fino all’attentato incediario e alla materiale sottrazione dei beni custoditi nei capannoni.

L’attività estorsiva si è estrinsecata, tanto per la caratura criminale del Murè, che si è occupato di coordinare ed eseguire materialmente l’attività intimidatoria orchestrata dal Capuano che per il ripetuto riferimento fatto in presenza della vittima circa l’esistenza di un nutrito gruppo di persone dietro le condotte intimidatorie, con modalità tipicamente mafiose, finalizzate a ingenerare nella vittima una condizione di assoggettamento e di omertà: di qui la contestazione agli indagati dell’aggravante di cui all’art.7 D.L. 152/1991, che riguarda, nel caso di specie, la commissione di reati avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis c.p..

L’attività investigativa svolta ha consentito altresì di accertare come il Capuano si avvalesse anche della collaborazione di un cancelliere in servizio presso il Tribunale di Grosseto (indagato per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio) che gli forniva notizie riservate in ordine a procedimenti giudiziari di suo interesse ovvero indebite consulenze di natura procedimentale su di essi.

Il contesto emerso dalle indagini indica come il Capuano si muovesse in maniera sistematicamente spregiudicata,  perseguendo i propri fini senza scrupoli, non esitando a fare ricorso a sistemi illegali laddove quelli legali non gli consentissero di raggiungere gli obiettivi prefissati. In una sostanziale presunzione di impunità, l’indagato aveva riunito attorno a sé un gruppo di individui, alcuni dei quali pregiudicati, dei quali si avvaleva per intimidire chi gli si opponeva per ragioni di affari o di natura privata.

Nel corso dell’operazione sono state effettuate anche numerose perquisizioni, unitamente a personale della Guardia di Finanza, a carico di indagati e altri soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda.

 

No comments

*