Estradizione di Adam Alexander Mossa, Tambellini: “A Sasha Lazzereschi è stata restituita giustizia”

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LUCCA – Il sindaco Tambellini interviene sull’estradizione di Adam Alexander Mossa

“A Sasha Lazzareschi è stata restituita un po’ di giustizia. Un ragazzo va a bere una birra in un locale, un bicchiere gli si frantuma sulla faccia e in un momento una serata tranquilla si trasforma in una tragedia: la vita di questo ragazzo diventa confusa, dolorosa, caotica e pervasa da un generale senso di ingiustizia.

A Sasha Lazzareschi, oggi, grazie alle indagini della Digos di Lucca – che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto nel rintracciare Adam Alexander Mossa, latitante in Inghilterra – è stata restituita un po’ di giustizia. Per quanto, lo so, l’unica giustizia possibile sarebbe non dover portare sul proprio volto i segni di quell’aggressione priva di logica.

Purtroppo Sasha non è stato il primo e non sarà l’ultimo ragazzo minacciato, picchiato, aggredito verbalmente e fisicamente, inseguito e intimidito. Di Sasha, nella nostra città, ce ne sono altri, vittime di episodi che, spesso, restano nel silenzio, per paura di ulteriori ritorsioni.

Se c’è una cosa che mi colpì favorevolmente in quella stagione attraversata da numerosi fatti di violenza fu il movimento di genitori, studenti, militanti di associazioni e partiti politici e semplici cittadini che decisero di mettersi insieme per mappare, collegare, denunciare, uno dopo l’altro, gli avvenimenti e ricostruire così la triste cronistoria cittadina legata alla violenza sistematica portata avanti da gruppi violenti e razzisti, appartenenti all’estrema destra lucchese. Fu un movimento importante, quello, perché svolse anche una funzione di sensibilizzazione verso le istituzioni, le forze dell’ordine e verso tutta la città.

Oggi ne percepiamo la mancanza e mi sento in dovere di riprendere quello che è stato senza dubbio un momento importante per la nostra comunità: dobbiamo denunciare sempre ogni violenza subita, perché se un episodio singolo resta un episodio, tanti singoli episodi diventano una realtà da combattere.

Alle forze di polizia, invece, chiedo di continuare a monitorare la città, di fare indagini e intervenire quando è necessario, perché il clima è tornato a farsi pesante e tetro e non può esserci giustizia, né condivisione, né crescita e uguaglianza dove c’è violenza verso tutto ciò che viene considerato diverso”

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