Ex assessore ai domiciliari: Bianchi si difende

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ALTOPASCIO – Ex assessore, e veterinario, Alessandro Bianchi, 54 anni  è finto agli arresti domiciliari in base a un’ordinanza del Gip di Pistoia, per atti persecutori, violazione degli obblighi assistenziali e maltrattamenti in famiglia. Una vicenda, quella del medico con la ex compagna, Gabriella Cisoni, e madre dei suoi tre figli, che va avanti da anni, con accuse reciproche, sfociata oggi con la misura cautelare per un episodio risalente alla scorsa estate quando l’ex assesore si era recato a riprendere i figli in spiaggia e sarebbe nato un diverbio finito a schiaffi e spintoni. Ma Bianchi non ci sta, e si difende raccontando la sua verità: “La vicenda che mi vede da due anni mio malgrado protagonista non mi ha fino ad oggi meravigliato più di tanto. Gli anni passati a fare l’assessore ai servizi sociali e alla famiglia dove mi sono fortemente impegnato per gli altri mi hanno fatto crescere e conoscere vicende familiari di cui mai potevo immaginarmi protagonista. In più queste vicende vedono ignare vittime non solo mediatiche i miei tre piccoli bambini che per fortuna ad oggi ritengo, per mio unico merito, non hanno risentito delle scempiaggini della madre che li ha abbandonati. Per chiarezza la mia ex compagna e madre dei miei bambini Gabriella Cisoni, oggi 39 anni, nel luglio 2012 si è allontanata da casa per abbracciare stili di vita a dire poco aberranti per una madre. Ne sono testimonianza le centinaia di fotografie tutt’oggi on line dei più famosi locali notturni della Versilia e della Valdinievole che la ritraggono in pose, atteggiamenti e compagnie non davvero consoni ad una madre. Un’onta che ritengo ignobile più per i bambini che per me come ex compagno. La madre è tornata a Pescia ad abitare col padre. Da allora i bambini hanno abitato pressoché esclusivamente con me, che li ho accuditi come babbo e come mamma supportato da ottime figure della mia famiglia come le mie figlie maggiori oggi entrambe ultratrentenni. “Più volte ho aperto la porta di casa perché questa madre potesse riappropriarsi del suo ruolo con affetto e dedizione nessun  senza risultato. Ad oggi continua a non lavorare e persevera in modalità di vita quotidiana a mio parere e non solo, discutibili. Io ho continuato il mio lavoro di medico veterinario con dedizione e passione e quella di attento e presente amministratore pubblico. In questi due anni ho presentato 35 denunce penali nei confronti della Cisoni, aventi come oggetto e vittime i bambini e me stesso per abominevoli reati. Il 26 settembre in procura a Lucca si discuterà la lunga lista dei reati di cui la Cisoni è indagata e i bambini ed io parti offese (ricostruzione, come detto, contestata dall’avvocato della Cisoni, che afferma come gli atti ribaltino tale ricostruzione, ndr). Maltrattamenti in famiglia, minacce, atti persecutori, lesioni personali, ingiurie, sevizie e crudeltà con aggravanti varie quali la reiterazione dei suddetti reati da parte della Cisoni. E’ questa una madre?  Sono stato vittima di lesioni fisiche gravissime da lei stessa provocate (il 26 marzo 2013 la frattura di 4 vertebre, due costole e il bacino mi hanno lasciato lesioni irreversibili). Dal 9 luglio il Tribunale di Pistoia ha affidato il compito della presa in carico del nucleo familiare e come da me richiesto nominato un Ctu – spiega – Questo progetto/programma mirava a recuperare un rapporto tra genitori e la ormai sopita genitorialità di una madre assente e distratta. I bambini sono residenti con me, vanno a scuola qui e la madre vive ben lontano da loro. Era un’occasione per recuperare questi due anni. L’ordinanza che leggo questa mattina si riferisce ad un alterco nato quando sono andato a prendere i bambini al mare dopo che la madre si era resa irreperibile, come ben dimostrato dalle due denunce congiunte presentate quella mattina ai Carabinieri di Pescia e al Commissariato di Pescia, dove richiedevo che fossero trovati i miei bambini. Nel pomeriggio sono andato al mare dove immaginavo si trovassero. Ne è nato un ormai abituale discussione verbale con scambi reciproci in dialettica non proprio  forbita. La Cisoni probabilmente mal consigliata, da mesi ormai usava atteggiamenti provocatori non rispettando orari e disposizioni di giudici e servizi sociali. Il giudice, dottor Tredici, si è basato su testimonianze false che oggi leggo, di persone nemmeno presenti all’episodio Riguardo a questa ordinanza domani parlerò con il Gip, ma da subito mi premurerò di muovermi nel silenzio mediatico che meritano certe vicende. Sarò ben lontano dai modi di una madre che passa le giornate a in giro a sproloquiare anziché ad adempiere ai nobili compiti di mamma. Oggi la giustizia troppe volte ginecocentrica e miope guarda l’uomo, il maschio non come imputato, ma come reo, colpevole in quanto maschio potenzialmente violento in maniera superficiale e preconcetta. Premesso poi che quasi l’80 per cento dei reati di stalking presentati risultano falsi e ritrattati dalle stesse denuncianti, vorrei che si considerasse che talvolta anche la donna può essere violenta e fare male, molto male. Anche ai propri bambini. Io percosse le ho solo subite da una donna violenta quale la mia ex compagna”.

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