Ferito all’addome con un colpo di pistola, caccia aperta a chi ha sparato

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FIRENZE – Domenica mattina, intorno alle 07:00, la Centrale del 118 fiorentino segnalava alla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri che una propria ambulanza era intervenuta davanti ad una pizzeria in via dell’Agnolo, ove era stato trovato un uomo albanese ferito con un colpo di arma da fuoco all’addome, immediatamente trasportato presso l’ospedale Santa Maria Nuova e sottoposto ad intervento chirurgico.

I militari del nucleo radiomobile, giunti sul posto, prendevano subito contatti con il fratello della vittima, 36enne albanese, pregiudicato, il quale raccontava che mentre stava lavorando all’interno della pizzeria,  veniva raggiunto dal congiunto, il quale gli riferiva di sentirsi male mostrandogli la ferita da arma da fuoco. Dalle prime dichiarazioni rese ai militari dal proprietario della pizzeria, un uomo originario di Messina, pregiudicato e dal fratello della vittima,  sembrava che l’uomo fosse stato ferito poco prima a seguito di un litigio con un nordafricano avuto nei pressi di un locale ubicato nelle vicinanze.

La versione dei fatti fornita, però, fin da subito non ha convinto i carabinieri del Reparto Operativo, subentrati nelle indagini, i quali hanno incominciato a sospettare che le cose fossero andate in maniera diversa.

I carabinieri, quindi, dopo un’attenta ispezione dei locali della pizzeria e dalla visione delle telecamere a circuito chiuso di un sistema di videosorveglianza presente nei pressi del locale, appuravano che l’esplosione del colpo d’arma da fuoco, contrariamente a quanto riferito in un primo momento sia dal ferito che dal fratello e dal proprietario della pizzeria, doveva essere necessariamente avvenuta all’interno della stessa pizzeria. Infatti, dalla visione delle immagini si notavano tre soggetti di sesso maschile, l’albanese già ferito, il fratello che lo sorreggeva ed una terza persona al momento non rintracciata, che uscivano dal locale già chiuso al pubblico pochi minuti prima della richiesta d’intervento al 118. A quel punto, il fratello, messo alle strette, riferiva che era stato lui stesso a ferire accidentalmente suo fratello mentre all’interno di una stanza adibita a magazzino della pizzeria stava maneggiando una pistola illegalmente detenuta. Circa il possesso dell’arma, non rinvenuta dai militari durante l’intervento, l’uomo non ha specificato né la provenienza della stessa né tantomeno a chi fosse stata consegnata o dove fosse stata occultata successivamente all’episodio. Identica versione dei fatti veniva fornita anche dall’albanese ferito, sentito subito dopo l’operazione chirurgica cui era stato sottoposto.

In conclusione, dalla ricostruzione effettuata, presumibilmente si può affermare che l’evento che ha determinato il ferimento dell’albanese all’interno della pizzeria è stato di natura accidentale, provocato verosimilmente dall’incauto maneggio dell’arma a causa di uno smodato ed eccessivo abuso di bevande alcooliche da parte del ferito, di suo fratello, del proprietario della pizzeria e della persona che si trovava con loro, identificato ma irreperibile. Prima dell’arrivo dei militari si ritiene che la pistola sia stata portata via dal soggetto non trovato sul posto. I tre, ovvero il fratello della vittima, 36enne albanese, il datore di costui, 52enne siciliano, ed il terzo, irreperibile, sono stati denunciati per porto e detenzione illegale di arma comune da sparo; per il fratello è scattata anche la denuncia per lesioni personali aggravate colpose, mentre per gli altri due quella di favoreggiamento personale.

Le indagini proseguono al fine di rintracciare il soggetto al momento irreperibile e la pistola utilizzata.

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