Fermato con la patente contraffata e denunciato: rischia tre anni di pena

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LUCCA – Aveva addirittura ottenuto il riconoscimento europeo della patente il rumeno di 42 anni – T.D. le sue iniziali – residente a San Giuliano Terme (Pisa), il quale nel corso di un controllo della Polizia provinciale di Lucca, ha esibito un documento di guida risultato contraffatto.
L’episodio è accaduto mercoledì scorso quando una pattuglia della Polizia provinciale ha fermato per accertamenti un ciclomotore sulla Ss n.12 dell’Abetone e del Brennero all’altezza del centro commerciale ‘Esselunga’. L’uomo invitato dagli agenti a esibire la propria patente, ha mostrato un documento apparentemente rilasciato dalle autorità rumene, che da successive verifiche è risultato falso.
Ma non è tutto, visto che il possessore era riuscito ad ottenere dalla Motorizzazione civile un riconoscimento dall’Unione Europea che gli avrebbe permesso, ad esempio, in caso di smarrimento o furto della vecchia “licenza”, di chiedere un duplicato della patente italiana, rischiando, per questo, di riuscire a ottenere una patente autentica in cambio di una falsa.

Il 42enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per falsità materiale commessa da privati e guida senza patente. Sono al vaglio, inoltre, eventuali altri reati che riguardano le dichiarazioni mendaci in autocertificazioni: rischia fino a tre anni di reclusione oltre a sanzioni amministrative poiché il veicolo – sottoposto a sequestro a fini della successiva confisca – è risultato privo della prescritta revisione.

Ancora un intervento, quindi, degli agenti della Polizia provinciale di Lucca sul fronte del falso documentale: “una professionalità altamente qualificata anche su questo particolare aspetto su uno dei fenomeni più diffusi degli ultimi anni – afferma il comandante Marco Martini -. Abbiamo in organico personale specializzato e riconosciuto a livello nazionale, grazie anche ai corsi di formazione e aggiornamento professionale svolti dai nostri agenti, come quelli frequentati al laboratorio del falso documentale di Milano fiore all’occhiello non solo Italia ma anche a livello europeo”.

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