Fermato per un controllo esibisce un documento falso, in manette

0

MASSA – Durante i controlli effettuati in città dal personale del Reparto Prevenzione Crimine di Firenze e dalle Volanti della Questura, nel viale della Stazione venivano richiesti i documenti a uno straniero, il quale esibiva un passaporto rilasciato dall’Autorità Consolare del Marocco di Torino ed un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Torino. Uno dei poliziotti notava sul passaporto alcune lievi imperfezioni che gli suggerivano di approfondire gli accertamenti a carico dello straniero, il quale veniva pertanto accompagnato in ufficio per essere sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici. Da tale accertamento effettuato dalla Polizia Scientifica della Questura emergeva che le impronte digitali del cittadino sottoposto a controllo non erano mai state rilevate dalla Polizia di Stato di Torino, come invece sarebbe stato indispensabile per poter rilasciare il permesso di soggiorno esibito da questi al momento della verifica su strada. Per fugare ogni dubbio sulla genuinità del passaporto e del permesso di soggiorno mostrati dallo straniero ai poliziotti, i documenti venivano sottoposti al vaglio di un perito il quale attestava che il passaporto ed il permesso di soggiorno erano da considerarsi del tutto falsificati mediante alterazione. Le impronte del cittadino straniero sottoposto a controllo, di contro, risultavano essere state rilevate e memorizzate nel sistema AFIS (Automated Fingerprint Identification System, in italiano “Sistema Automatizzato di Identificazione delle Impronte”) per ben sette volte in attività svolte dalle Forze di Polizia a Viareggio per reiterata violazione della vigente normativa sugli stupefacenti (detenzione e spaccio); nelle sette precedenti occasioni lo straniero aveva fornito generalità diverse agli operanti rispetto a quelle riportate sui documenti esibiti ieri.
Pertanto, avvertito il P.M. di turno, il cittadino extracomunitario veniva arrestato per la violazione di cui all’art. 497 bis del CP (Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi) e art. 5 comma 8/bis del DLVO 286/98 (Testo Unico sull’immigrazione) che punisce chiunque contraffà o altera un permesso di soggiorno, oppure utilizza uno di tali documenti contraffatti o alterati.

No comments

*