Finanziamento a terrorismo, perquisizioni anche in Toscana

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TOSCANA – Le perquisizioni sono avvenute anche in Toscana. L’inchiesta è della Procura di Torino, e sono stati indagati 5 fratelli di origini libanesi. L’accusa, per loro, è quella du finanziamento al terrorismo e riciclaggio internazionale. Secondo le Fiamme Gialle  gli indagati ripulivano il denaro proveniente dal traffico di droga per finanziare gli Hezbollah. La GdF  ha perquisito la casa e le aziende dei fratelli, che avevano aperto attività di compravendita di auto e macchine agricole nel Cuneese e nella zone di La Spezia. In particolare dei circa 70 milioni di movimentazioni finanziare fatte dalle società riconducibili ai cinque, sono 35 i milioni di euro su cui si concentrano le indagini. Soldi che arriverebbero da società libanesi inserite in una black-list stilata dagli Stati Uniti su un circuito mondiale di traffico di droga e società per il riciclaggio di denaro riconducibili alle attività di Hezbollah. L’ipotesi è che abbiano ‘ripulito’ quel denaro e che le attività dei cinque fratelli, di cui sarebbero stati documentati alcuni contatti con ambienti vicini ad Hezbollah, possano essere inserite in questo schema.
Questa mattina i finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria hanno eseguito diverse perquisizioni anche in Toscana e notificato ai cinque gli avvisi di garanzia: sono indagati per finanziamento al terrorismo e riciclaggio internazionale. 

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