Finisce a Siena la fuga di Jonny lo Zingaro con la compagna scappata da Pietrasanta

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SIENA – Fine della fuga: Jonny lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, con alle spalle una scia di sangue, a partire dagli anni ’70, con il coinvolgimento sull’ inchiesta per la morte di Pier Paolo Pasolini, evaso a fine giugno dal carcere di Fossano, in provincia di Cuneo, è stato arrestato dalla Polizia nel senese. A renderlo noto, con un tweet, è stata la Polizia. La svolta a Pietrasanta, da dove è partito l’inseguimento: l’uomo è infatti stato tradito dall’amore per una donna, Giovanna Truzzi, 58 anni, evasa a sua volta dagli arresti domiciliari che stava scontando nella Piccola Atene. I due sono stati trovati in una casa a Taverne d’Arbia, nella provincia di Siena, dove la squadra mobile di Lucca, con i colleghi di Cuneo e Siena, lo Sco e il nucleo investigativo della Penitenziaria, hanno fatto irruzione.

Tradito dall’amore per una donna come in un film: e al momento dell’arresto l’uomo, ricercato numero uno in Italia, era con lei, Giovanna Truzzi.  Gli agenti che lo hanno ammanettato si sono finti corrieri che dovevano consegnare un materasso. La polizia seguiva le tracce del latitante fin da quando era fuggito su un taxi a Genova. Con tecnologie sofisticati gli uomini della Direzione centrale anticrimine sono riusciti ad individuarlo a Pietrasanta, dove sarebbe passato a prendere la compagna, un amore giovanile, per poi dirigersi verso il Senese dove vive la sorella di lei. Proprio per l’arrivo dei due ‘ospiti’ quest’ultima aveva ordinato un nuovo materasso.

La fuga di Mastini, che stava scontando l’ergastolo, è durata meno di un mese: l’uomo era uscito il 30 giugno dal carcere di Fossano come tutti i giorni, insieme ad altri 3 detenuti come lui in regime di semilibertà. Johnny Lo Zingaro, soprannome dovuto alle sue origini sinti, quella mattina non è mai arrivato alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, al confine tra le province di Cuneo e Savona.

Nel suo “curriculum, negli anni Ottanta,. aveva seminato il terrore a Roma, anche se il suo primo omicidio risale a quando aveva solo undici anni. Il Biondino, altro nome con cui Mastini era conosciuto, era già evaso in precedenza. La prima volta nel 1987, quando approfittò di una licenza premio per buona condotta e si rese protagonista di sanguinose scorribande che impegnarono le forze dell’ordine in una vera e propria caccia all’uomo, tra furti d’auto e rapine, il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi, l’omicidio di una guardia giurata, Michele Giraldi, e il ferimento di un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Si arrese solo due anni più tardi, nelle campagne di Mentana.
Poco dopo la cattura di Mastini, il ministro dell’interno Marco Minniti si è congratulato con il capo della polizia Franco Garbielli:

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